Fratellini scomparsi, il vescovo si offre mediatore
BARI.Inghiottitoi scrutati, cavità passate al settaccio, boschi perlustrati palmo a palmo, persone ascoltate, indagini che si allargano su tutto il territorio e oltre: ma anche la giornata di ieri a Gravina in Puglia (Bari) si è chiusa con la delusione di non avere certezze sulla sorte di Francesco e Salvatore, i due fratellini di 13 e 11 anni scomparsi dal 5 giugno scorso. E l'attesa, dopo il silenzio stampa chiesto dal magistrato, appare ancora più pesante. Ieri, però, una voce si è fatta sentire: quella forte del vescovo di Altamura Gravina e Acquaviva. Monsignor Mario Paciello si è offerto come mediatore e ha detto di essere a disposizione di chiunque per favorire il ritorno a casa dei due fratellini. La gente di Gravina si prepara alla fiaccolata organizzata domani sera in paese per Ciccio e Tore. E mentre continua l'attesa, l'attività di ricerca e indagine non ha tregua. Non hanno fiutato niente neanche i tre «esperti» lupi italiani: Tom, Gerry e Camilla. I lupi possiedono un fiuto particolare e nelle ricerche e sono molto resistenti. Nel commissariato di Gravina uomini e donne, presumibilmente parenti, amici, conoscenti della famiglia, sono stati accompagnati da agenti in borghese e in divisa per essere ascoltati dagli investigatori, tra i quali il dirigente della Mobile Luigi Liguori. E per oltre tre ore è stato all'interno del commissariato anche il papà dei due ragazzini, Filippo Pappalardi. Anche lui ha rispettato il silenzio voluto dal pm Antonino Lupo e non ha voluto parlare con i giornalisti che continuano a presidiare l'ingresso del commissariato.