Un'orchestra con 60 anni di concerti
PAVIA. Domani alle ore 21.15 nell'ex chiesa di Santa Maria Gualtieri a Pavia si potrà gustare uno spettacolo originale: 'Armonie del Mediterraneo". Si esibisce l'Orchestra Mandolinistica Estudiantina Vogherese, ensemble di chitarre, mandolini e mandole. Perché 'Estudiantina"? Questo nome dal sapore latino-americano è il titolo di un valzer scritto da P. J. Lacôme. Correva l'anno 1947. L'Orchestra Mandolinistica Estudiantina Vogherese, è stata fondata sul finire del 1947: il 14 novembre il maestro Nando Cucchi si incontrò al bar 'Cevenini" di Via Emilia con alcuni orchestrali della 'Favorita" e del gruppo 'C. Manzotti" insieme ad alcuni studenti appassionati suonatori di mandolini e chitarre.
Uno di loro, Mario Castagnola, propose di costituire seduta stante un gruppo mandolinistico in piena regola. Detto fatto, tutti i presenti si accordarono per gettare le basi della Società Mandolinistica Estudiantina Vogherese. Dopo circa due mesi di prova arrivò finalmente la prima uscita ufficiale, il 21 gennaio 1948, presso l'Ospedale Neuropsichiatrico di Voghera. I concerti durarono ininterrotti sino al 1994: l'Estudiantina ha suonato le musiche di Verdi, Rossini, Puccini, Bellini, Wagner, Schubert e tanti altri, le pagine musicali più belle della musica classica in generale e del melodramma italiano con qualche concessione alla leggera. Grandi soddisfazioni per l'Estudiantina nel 1950, quando furono effettuate due registrazioni radiofoniche per conto della R.A.I. e furono eseguiti i concerti del 26 gennaio 1972 al Teatro di Via delle Erbe a Milano, e del 24 settembre 1978 al Teatro Verdi di Busseto. L'orchestra ha al suo attivo oltre 400 concerti, un pubblico variegato e può vantare menzioni in siti spagnoli e persino in Estremo Oriente (provare su Google per credere).
Anche dopo lo stop dell'attività concertistica la Società è rimasta in vita e nel 2000 è stata ricostituita l'orchestra grazie all'ingresso di nuovi elementi giovani. Dalla musica classica si è passati a quella etnica. La direzione è stata affidata al maestro Umberto Marinoni, il quale ha dovuto faticare non poco per reperire, trascrivere e adattare le musiche del nuovo repertorio di musica etnica delle culture del bacino mediterraneo di cui non esistono spartiti: il maestro, aiutato dal prof. Renzo Torti ha riscritto le partiture per le quattro sezioni dell'orchestra, e il lavoro di rinnovo non finisce mai. L'ascoltatore è proiettato in un mondo di piacevoli sensazioni acustiche e melodie sconosciute che sembrano provenire dall'anima di ognuno di noi, comuni ad entrambe le sponde dell'ex 'Mare Nostrum", il Mediterraneo che unisce e separa. Canti religiosi e quelli dei momenti di gioia, canti di festa oppure di struggente nostalgia, serenate e dolci canzoni d'amore. L'ascoltatore diventa viaggiatore, portato dalle note in Egitto e Israele. Si passa in Grecia, Jugoslavia e Ungheria, senza dimenticare Spagna, Portogallo e Francia. Infine si torna in Italia tra Santa Lucia e una Tarantella.