IL PALLONE IN RETE
Proprio quando la palla danza pericolosa in area, e nessuno sa che succederà, la regia cambia visuale e qualcosa ci turba. La faccia di Franz Beckenbauer. Dorme. Siede in tribuna e molto probabilmente sogna. E' più che stanco morto, è un morto veramente stanco. Due partite al giorno, interviste in televisione; sempre all'eliporto, da uno stadio tedesco all'altro. Più che il presidente di Germania 2006, è il presidente mondiale dei viaggi in elicottero. I primi piani indulgono sull'uomo che un tempo rigenerava il gioco con le sue geometrie, e lui fa la pennichella. Non c'è partita che la sua faccia dilaniata dal sonno non sbuchi dal teleschermo, invocando una cameretta con le tapparelle abbassate e anelando di andare ogni tanto in autobus. La sua sonnolenza è un tiepido gong che sentiamo da lontano. Ormai, basta uno sguardo alla folla, e sappiamo che Beckenbauer è alla partita. Sere fa, da duemila metri di altezza, c'è stata un'inquadratura aerea dello stadio di Amburgo. Era impossibile non notare le borse sotto gli occhi di Beckenbauer. Che gli frega della tensione delle prime grandi sfide: Germania-Polonia, Argentina-Olanda? Tanto poi c'è Costa d'Avorio-Serbia & Montenegro, e li una bella ronfata non gliela toglie nessuno. Quando riposa dal sonno, pensa sospirando ai trecentoventicinque chilometri, virgola quattro, che separano via terra Kaiserlautern da Gerselkirchen, e che lui deve fare in elicottero. Non a caso, la sua battuta preferita è: «Quando viaggio, come girano le pale!». E' cosi che nella stessa giornata il presidente può assistere, si fa per dire, a Ecuador-Costarica e dopo un quarto d'ora a Svezia-Paraguay. Comunque, a spengerlo, non sono i chilometri, ma fare in tempo a vedere la Svezia. Poi, dopo una cenetta con wurstel, strutto e marmellata, vola a Stoccarda e chiude la giornata in bellezza. Dorme nel campeggio dei Giovani Esploratori della Bella Prussia. Quando i portieri si alzano in aria e gridano «Mia!» in tutte le lingue del mondo, nei suoi occhi scorrono le scorciatoie infelici che a pochi minuti da Angola-Portogallo lo hanno condotto in una palude di anatre. Siamo stanchi di vederlo stanco. O smette di viaggiare, o qualcuno di Sky deve coprirgli la faccia con un panno.