Un occupato su dieci è precario

ROMA. Nuovo esame della situazione del Bel Paese sul fronte dell'occupazione. Circa 2 milioni e mezzo di lavoratori sono precari, ossia oltre un lavoratore ogni dieci occupati. Nel 57,4% dei casi il lavoratore ha meno di 34 anni. Lo afferma il Censis che esamina il lavoro atipico elaborando i dati raccolti dall'Istat. Si tratta di dati che offrono uno spaccato preoccupante.
Infatti è un universo ampio, che tra collaboratori a progetto (377 mila per l'incidenza dell'1,7% sul totale degli occupati), collaboratori occasionali (80 mila, pari all'0,4%) e soprattutto lavoratori con contratti a termine (2.026 mila, che pesano per il 9% sul totale della forza occupazionale del paese) rappresenta l'11% di lavoratori italiani.
Per il Censis è una fetta di lavoro sempre «più significativa» le cui condizioni presentano molte affinità con tutto quell'alone di autoimpiego rappresentato dal popolo delle partite Iva, dai lavoratori in proprio senza addetti, che costituiscono un altro 11,4% di occupazione italiana.
All'interno di questo universo coesistono i precari border line, il lavoro individuale professionale, fino a quello proto-imprenditoriale; ma che almeno per un terzo può essere ricompreso nell'area del lavoro atipico, portando l'incidenza di questo tipo di occupazione, tra il 14% e il 17%.
La categoria dei lavoratori atipici ha una maggiore incidenza fra le donne (il 14,7% contro l'8,7%) e tra chi presenta livelli di istruzione elevati (14,1% tra laureati, 11% tra chi invece possiede un diploma).
A livello territoriale, sono le regioni del Centro Sud a detenere il primato (rispettivamente con l'11,5% e con il 13,9% contro l'8,8% del Nord Ovest e il 9,9% rilevato nel Nord Est.