Lippi pensa anche a Gattuso


DUISBURG.L'Italia torna on the road. Non punta a Nord Est, come per l'esordio con il Ghana, ma dritto verso Sud. Destinazione Kaiserslautern, 100mila abitanti, giusto a metà strada tra Francoforte e il confine con la Francia. Gli azzurri lasceranno stamani Duisburg e nel pomeriggio - dopo il trasferimento in aereo da Dusseldorf - si alleneranno nello stadio che domani alle 21 ospiterà la partita con gli Stati Uniti. L'impianto - che conta 48mila posti - è intitolato a Fritz Walter, il capitano della Germania che vinse il Mondiale del 1954. Gli Usa trascorreranno la vigilia nella vicina base di Ramstein («Motivi di comodità, non di sicurezza», assicura il Ct Bruce Arena) e saranno seguiti da 15mila tifosi.
Gli obiettivi.Gli azzurri arrivano a questo nuovo impegno lanciatissimi dopo il debutto vittorioso. Ma nessuno si fa illusioni: ogni partita del Mondiale riserva mille insidie ed è sconsigliabile correre troppo con la fantasia. Esigenze di classifica e formula del torneo obbligano l'Italia a centrare subito un'altra vittoria e a guardare con attenzione alla differenza-reti. Tenendo ben presente il sonante 3-0 rifilato agli Usa dalla Repubblica Ceca, avversaria degli azzurri il 22 ad Amburgo, in un match che può consentire alla prima del girone di dribblare, negli ottavi, l'insidioso Brasile.
La preparazione.Nell'unico allenamento di ieri al centro sportivo di Meiderich, Marcello Lippi ha fatto lavorare la Nazionale sulla tattica, completando la seduta a porte chiuse con una partitella di 20 minuti. Brusco il cambiamento di clima: il caldo umido dei giorni scorsi ha lasciato il posto a temporali e cielo grigio. E la temperatura è scesa da oltre 30 gradi a 18. Dopo Zambrotta, è rientrato nel gruppo (che ora è al gran completo) Gattuso, che ha giocato anche la partitella.
Tre cambi?Gianluca Zambrotta ha recuperato al 100 per cento e si riprenderà il posto da laterale destro nella linea difensiva, con Grosso confermato sulla fascia opposta. A centrocampo bussa alla porta Rino Gattuso, giocatore portato al lavoro di interdizione. Ma per domani è possibile anche la conferma del trio imperniato sulla regia di Pirlo e il mix qualità-quantità garantito da De Rossi (a sinistra) e Perrotta. Dietro le punte giocherà Totti, mentre in avanti resta un dubbio fra Toni e Iaquinta. L'attacco avrà un ruolo chiave: un buon lavoro nei movimenti senza palla sarà fondamentale contro una difesa dalle ampie lacune come quella degli Usa, che nei duelli con Koller e Rosicky è andata più volte in crisi.
Alex resta fuori.Del Piero, con ogni probabilità, partirà ancora in panchina, e gli altri azzurri si schierano al suo fianco: «Alex è un grande professionista - dice Gilardino - e vive questo momento con grande serenità». Giocare pochi minuti «brucia»? «No, perché li ha fatti alla grande, lavorando per la squadra». Anche Iaquinta minimizza: «Uno scatto d'ira capita a tutti. Del Piero è un campione, un grandissimo, la persona più bella che ho incontrato in Nazionale». E sa cavarsela benissimo anche nei momenti meno facili: «Lui si aiuta da solo, non ha bisogno dell'aiuto di nessuno».
Barzagli e il gruppo.Chi resta fuori e non fa drammi è Andrea Barzagli, difensore di talento. «So di aver davanti due giocatori come Nesta e Cannavaro - commenta - ma un giorno spero di poter dimostrare che posso prendere il loro posto». L'arma vincente della Nazionale è il gruppo, «ci sentiamo tutti coinvolti - sottolinea - e questo va bene anche per chi non trova spazio». (s.a.)

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