LA SCHEDA
MILANO.Si fa presto a dire rosè. Ma cosa dà al vino quel colore rosato che, a sentire gli esperti di marketing, è in grado di imporlo come bevanda dell'estate 2006?
«La macerazione breve sulle bucce - spiega Edoardo Montini, enologo e produttore -. Il primo concetto da chiarire, a scanso di equivoci e a costo di dire cose scontate, è che il vino rosè non è un miscuglio di vino bianco e vino rosso: il rosè nasce da uve a bacca rossa.
Il colore si ottiene con una macerazione leggera sulle bucce: da 36 a 48 ore a seconda del grado di maturazione delle uve, tenendo presente che bacche molto mature 'colorano" prima. Ci sono uvaggi dedicati al rosè che per un certo periodo sono stati molto in voga e poi accantonati.
E poi c'è il Pinot nero che è un uvaggio ideale per produrre vini rosè: spumanti metodo classico, fino ai vini fermi. Il Pinot nero, del resto è un uvaggio estremamente versatile: dallo spumante, appunto, fino alla vinificazione in rosso con macerazioni di dieci giorni che danno un prodotto adatto anche ad invecchiamenti importanti».
Quanto agli abbinamenti, la parola passa ai sommelier.
«E' normale che la stagione ideale per 'lanciare" un vino rosè sia l'estate. I piatti estivi sono leggeri e si abbinano a vini leggeri: proscitto e melone è il primo abbimaneto, il più facile.
E poi ci sono i piatti di mare, il pesce, i crostacei soprattutto. Ma anche le verdure e le carni bianche in preparazioni leggere, tipiche dell'estate». (s. ro.)