Immigrazione al femminile, il confronto in commissione

PAVIA.L'immigrazione al femminile è il tema discusso dalle commissioni comunali IV (Servizi Sociali) e VII (Pari Opportunità) che nei giorni scorsi hanno riunito attorno allo stesso tavolo oltre alle rispettive presidenti Irene Campari e Virginia Trimarchi, anche i vicepresidenti Cristina Niutta e Sandro Assanelli, gli assessori Brendolise e Balzamo, numerosi consiglieri di maggioranza, minoranza e di quartiere, rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, le associazioni Babele, Contatto, Fuori Luogo, Caritas-Agape, Pavia-Asti-Senegal, le cooperative Fai Ponte Vecchio e Apicolf. «Il tema - ha rilevato Irene Campari - costituisce, nella vita quotidiana della nostra città, uno degli aspetti meno visibili e conosciuti. E per pari opportunità si deve intendere anche la costruzione di un contesto sociale e culturale che legittimi le donne a sentirsi portatrici di diritti, e all'altezza di esercitarli». Francesco Brendolise ha illustrato le iniziative dei servizi sociali a sostegno delle donne immigrate e dei minori, che devono però fare i conti con la nuova disposizione in materia di permessi di soggiorno. Pinuccia Balzamo ha spiegato la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, con inziative dirette alle badanti il cui orario di lavoro supera di gran lunga quello di qualsiasi altra professione. E sulle caratteristiche del lavoro delle badanti sono intervenuti anche Antonio Floriano (Cisl), Franco Vanzati (Cgil) e Cristina Niutta. Il gruppo più numeroso di residenti è quello dall'Europa dell'Est e balcanica (Ucraina e Albania), seguito dall'America Latina (Repubblica Dominicana e Perù), dall'Asia (Cina e Sri Lanka), seguite da Africa. Le associazioni hanno portato il loro contributo di conoscenza ma anche di difficoltà incontrate: dalla multiculturalità di Babele e Contatto, al supporto alle comunità Rom di Fuori Luogo, al lavoro di strada della Caritas, rappresentata da Luigi Boffini. (m.g.p.)