Botte ai poliziotti, un anno e 4 mesi

PAVIA.Per le botte a due poliziotti, gli insulti, le minacce, le lesioni ha patteggiato un anno e 4 mesi di reclusione. Ed è stato rimesso in libertà con il solo obbligo della firma. Luca Robert, 29 anni, è comparso ieri mattina davanti al giudice Pietro Balduzzi. Era chiamato a rispondere di un movimentato pomeriggio. Lunedi, secondo l'accusa, Robert e un'altra persona non identificata si trova nei pressi del campo nomadi di viale Bramante. In quello stesso punto c'è un commerciante ambulante con il carretto dei gelati. Un signore di una certa età che, ottenuta la licenza, vende dolci ai ragazzini in vari punti della città. Robert e l'amico si avvicinano e chiedono due coni. Poi pagano con una banconota da 10.000 lire. Il gelataio fa notare che la lira è ormai fuori corso e che quel biglietto non ha più alcun valore. Ne nasce una discussione al termine della quale - sempre stando all'accusa - uno dei due colpisce il gelataio al capo con una bastonata e gli cagiona un taglio. Mentre l'ambulante viene portato al pronto soccorso un equipaggio della volante si mette alla ricerca delle persone descritte dal ferito. Robert viene rintracciato in via dei Mille, in Borgo Ticino, fermato e accompagnato in questura per l'identificazione. E qui succede il finimondo. L'uomo, stando ai verbali, tiene un atteggiamento non proprio da lord. Prima inizia a orinare per terra. Poi dice che deve fumare e imbocca l'uscita. Al poliziotto che lo ferma, sferra un pugno al collo e nella colluttazione strappa la camicia. Viene riportato negli uffici della volante, ma ben presto nasce un nuovo dissidio condito, pare, anche da minacce del tenore di 'quando esco vi ammazzo". E quando interviene un ispettore, per tentare di riportare un po' di calma nei corridoi della questura, si prende un altro cazzotto all'addome.
Robert viene cosi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e trascorre una nottata in camera di sicurezza.
Ieri mattina, davanti al giudice Pietro Balduzzi, è stata celebrata innanzi tutto l'udienza di convalida. Pubblico ministero era la dottoressa Antonella Santi. E l'esponente dell'accusa ha chiesto, oltre alla convalida, l'applicazione della misura cautelare della detenzione in carcere. Il giudice ha convalidato, ma ha deciso di applicare soltanto l'obbligo di firma, restituendo quindi l'imputato alla libertà. Subito dopo è stato celebrato il processo per direttissima. Robert era difeso dall'avvocato Laura Munno. Era chiamato a rispondere delle accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate. Il difensore ha saggiamente consigliato al cliente di ricorrere al patteggiamento. Le prove (tra le quali la camicia strappata e i certificati medici) e i testimoni non mancavano; il rito alternativo, se non altro, consentiva uno sconto di pena di un terzo. Cosi Luca Robert ha patteggiato una pena detentiva a 1 anno e 4 mesi, ma, a causa di alcuni pregressi problemi con la giustizia, non gli è stato concesso il beneficio della sospensione condizionale. La sentenza ha chiuso la fase relativa alla resistenza e alle lesioni aggravate.
Per la bastonata in testa al gelataio si procede separatamente. Anche perchè, ieri, si era ancora in attesa della prognosi per verificare se il reato sia procedibile d'ufficio o sia necessaria la querela della parte offesa per promuovere l'azione penale. L'imputato, che sarebbe uscito dal carcere nello scorso aprile, rischia parecchio. La mancata concessione della condizionale significa che, con l'esecutività della sentenza, le porte del carcere torneranno a spalancarsi. (f.m.)