Pressing sui conti pubblici

ROMA. Pressing sempre più forte da parte di Bruxelles nei confronti dell'Italia. I conti pubblici del nostro Paese sono «opachi» e «serve un avanzo primario per ridurre il debito», scrive la Commissione in un documento sulle finanze pubbliche che suona come una pesante critica nei confronti della passata amministrazione. In una nota ufficiale il Tesoro ha risposto a Bruxelles sottolineando che la «due diligence» sui conti è «il primo atto verso una maggiore trasparenza». Ma ogni giorno che passa il quadro si presenta sempre più difficile e il commissario Ue agli Affari economici, Joacquin Almunia, ha espressamente sottolineato che l'opacità si riferiva al passato governo.
Poi ha ribadito che «lo sforzo di aggiustamento dei conti pubblici dell'Italia dovrà essere un po' superiore a quanto previsto inizialmente: il nuovo governo è consapevole che una correzione è la condizione necessaria per riprendere la fase di crescita economica».
Almunia ha ricordato che «la base di partenza per la valutazione della finanza pubblica italiana si è evoluta negativamente rispetto al momento in cui, in gennaio, l'avevamo analizzata: il deficit pubblico, infatti, è risultato più elevato nel 2006».
Di qui, sempre secondo Almunia, la necessità di uno sforzo superiore: «Padoa-Schioppa ci ha annunciato che sarà fatta una manovra-bis contestualmente alla presentazione del Dpef: valuteremo le misure e i dati del Dpef a fine giugno, o inizio luglio, quando cioè saranno resi noti».
Almunia non ha voluto pronunciarsi sul fatto se una manovra-bis da 10 miliardi di euro è sufficiente o meno per permettere all'Italia di rispettare la scadenza di fine 2007 per portare il deficit/pil sotto il 3%.
Si è limitato a ribadire che l'Ecofin ha chiesto una correzione di 0,8% in termini strutturali sia nel 2006 che nel 2007.
Per quanto concerne le politiche procicliche nessun paese europeo «deve praticarle, tantomeno l'Italia».
(a.d.s.)