Il delitto del marocchino a Rognano Spunta l'alibi per uno degli imputati

ROGNANO. Dove si trovava Giuseppe Borgese il giorno in cui venne commesso l'omicidio che gli viene attribuito dalla Procura? Secondo un testimone, sentito ieri mattina, era a Gioia Tauro, in Calabria, cioè a quasi 900 chilometri dalla scena del crimine a Rognano. Va detto che il teste è indagato in procedimento connesso per avere rilasciato false dichiarazioni a un difensore, tanto che ieri è stato sentito alla presenza del proprio difensore. Ma la sua deposizione, davanti alla Corte d'Assise, è stata precisa, puntuale e priva di esitazioni. Il testimone/indagato si chiama Saverio Abate ed è un ingegnere. Vive, appunto, a Gioia Tauro, cittadina della quale è originario anche Borgese, che insieme ad altri tre è imputato di omicidio.
Il delitto al quale ci si riferisce è quello del marocchino Said Chahbouini, freddato il 7 marzo 2004 nelle campagne di Rognano. Ieri mattina, Abate ha spiegato che il 7 marzo 2004 Borgese si trovava, appunto, a Gioia Tauro.
Come fa a ricordarselo cosi bene? «Prima di tutto perchè il giorno successivo, l'8 marzo, è il compleanno di mia madre», ha detto. E poi perchè proprio in quel periodo stava seguendo, in veste di ingegnere, la realizzazione di un ristorante per conto della famiglia Borgese. Il 7 marzo, dunque, Giuseppe Borgese si recò dall'hinterland milanese, dove viveva, al centro calabrese. «Dovevamo discutere di una autorizzazione da chiedere ai vigili del fuoco - ha aggiunto il teste - e cosi parlammo per circa mezz'ora nel mio studio». Poi, sempre secondo la sua narrazione, Abate si sarebbe fatto dare un passaggio da Borgese, che era in auto, sino a una pasticceria dove ordinare la torta per il compleanno materno.
Mentre stava facendo manovra per parcheggiare, Borgese avrebbe urtato una 'Bmw" che era ferma accanto al marciapiede. E qui nasce un altro giallo. Perchè secondo la versione difensiva, l'evento sarebbe provato da un verbale di constatazione amichevole. Ma l'accusa nutre dubbi sulla genuinità di quel documento. Il passaggio, come intuibile, non è da poco. Se Borgese, nel tardo pomeriggio, si trovava in Calabria, ben difficilmente avrebbe potuto essere a Rognano pochi minuti dopo. Dopo avere sentito altri testi del pubblico ministero, Maura Ripamonti, l'udienza è stata rinviata al prossimo 25 settembre.
Davanti alla Corte d'Assise di Pavia torneranno, oltre a Borgese, anche Davide Gaeta, Cristian Pirruccio e Marco Principe, gli altri tre imputati dell'omicidio che, secondo l'accusa, sarebbe maturato nel contesto del traffico di sostanza stupefacente.