Sfilano i nazi, città blindata


NORIMBERGA. Era dai tempi dello storico processo ai gerarchi nazisti che Norimberga non saliva alla ribalta internazionale. Tutto per una partita di calcio. E nemmeno di cartello. Iran-Messico viaggia in seconda classe sui binari della Fifa, ma è in pole position per la questione sicurezza.
«Allarme 10» sottolinea la «Polizei», che, tradotto in cifre, significa 700 gendarmi distribuiti tra centro storico e stadio e divieto di volo nello spazio aereo sovrastante il «Franken Stadium».
Una città blindata per colpa della posizione del leader iraniano Ahmadinejad, che ha avviato un programma nucleare che sta irritando la comunità internazionale e che considera l'Olocausto una fantasia occidentale e Israele uno stato da cancellare dalla faccia della terra. Un Satana del terzo millennio per le comunità ebraiche sparse per il mondo e per i movimenti pacifisti, un nuovo Hitler per i gruppi neonazisti, soprattutto quelli radicati in Germania, che lo hanno eletto loro Führer.
Un leader dalla pelle non proprio bianca e dai lineamenti poco ariani come guru dei nipotini del sostenitore della «purezza della razza». È proprio strana la storia.
Anomalo è anche il destino che ha portato la squadra più discussa in una città dove, nonostante la sorridente cartolina illustrata, si respirano gli odori delle pagine più nere del secolo scorso. È qui che il partito nazista si è consolidato consegnando agli archivi la parata del 1929, ed è sempre qui che Hitler ha istituito il suo laboratorio politico. Per non dimenticare questa pagina nera di storia, il governo ha creato un centro di documentazione con tutti gli orrori e i crimini nazisti ed un vero e proprio museo. E per non dimenticare, ma soprattutto per evitare che un nuovo nazismo possa affacciarsi alla ribalta, ieri, nella centralissima Jakobsplatz, c'è stata una manifestazione contro il regime di Teheran indetta dalla Federazione dei sindacati, le comunità ebraiche ed i movimenti pacifisti. Mille persone marcate strette, ma tutto per fortuna si è svolto in modo pacifico. Una quindicina di naziskin che inneggiavano ad Ahmadinejad, definendolo «amico straniero», ed esponevano striscioni filoiraniani, sono stati allontanati dalla polizia senza nessun tentativo di resistenza.
La vera manifestazione neonazista si svolgerà a Francoforte il 17 giugno prima di Portogallo-Iran e per l'occasione sono attese circa duemila teste rasate provenienti da tutta la Germania.
Il governo di Berlino sta cercando di gestire la situazione con tatto, senza prendere una posizione troppo netta, anche se ieri il vice-presidente iraniano Aliabadi non è stato certo accolto come un vice-capo di stato dalle autorità tedesche.
Insomma, alla fine Atalanta-Brescia avrebbe creato sicuramente molti più problemi di ordine pubblico rispetto a Messico-Iran. I tifosi mettono la politica fuorigioco e parlano solo di calcio.
«Non sono per niente d'accordo con il governo del mio paese - racconta Kave, da 10 anni a Roma - ma il calcio è un'altra cosa. Sono arrivato fin qui appositamente per vedere la partita ma sono senza biglietto. Pazienza. Almeno mi incontrerò con mio fratello che arriva da Teheran, ma per fortuna lui il biglietto ce l'ha».
I fortunati possessori di biglietti sono una minima parte della folla che si è radunata nel parco antistante lo stadio dove è stato allestito un maxischermo. Saranno circa centomila, trentamila iraniani ma almeno ventimila messicani.
«Ho risparmiato due anni per essere qui - racconta Fidel, di Città del Messico - Biglietto aereo, tenda e sacco a pelo. Purtroppo non ho il biglietto per la partita, ma va bene lo stesso, l'importante è essere vicino alla squadra. Siamo forti e vinceremo, evviva Messico». (v.b.)

dall'inviato