Scarichi irregolari, denuncia del Parco
PAVIA. Un Ticino balneabile non è un sogno. Certo, per la qualità delle acque non si può fare molto - Pavia è sul tratto finale del fiume - ma, come dice il consigliere del Parco del Ticino, Fabrizio Fracassi, «da qualche parte si deve pur cominciare». E si potrebbe, ad esempio, iniziare dalla lunga serie di irregolarità che, da tempo, proprio il consorzio ha denunciato al Comune di Pavia. Senza ottenere, secondo quando sottolinea lo stesso Fracassi, non molto di più di una cortese e frettolosa attenzione di fronte al fatto, a più sconosciuto, che ci sono (in città) fognature che scaricano direttamente nei corsi d'acqua come il Gravellona o la roggia Vernavola. Acque nere che arrivano da insediamenti non allacciati al depuratore.
Come sia possibile tutto questo è un mistero: «Francamente non ne abbiamo idea - ammette Fracassi - ma il Parco del Ticino non ha né il potere né le risorse economiche per intervenire. Noi, con l'ultima mappatura, abbiamo segnalato ai divesi Comuni rivieraschi le situazioni di inquinamento reale e potenziale. Per quello che riguarda la ventina di punti di scarico diretto delle acque nere nei vari corsi d'acqua si tratta semplicemente di zone non collegate alla fognatura principale di Pavia e quindi al depuratore. Si tratterebbe di intervenire punto dopo punto finché tutte le zone non saranno collegati. Altrimenti è difficile se non impossibile garantire la qualità dell'acqua».
Ma se la realizzazione di tratti di fognatura è finanziariamente impegnativo (a volte si tratta di spese notevoli per zone poco abitate e che comunque dovrebbero avere le regolari fosse biologiche), meno lo sarebbe assicurare il corretto funzionamento dei cosiddetti «troppopieni». I tecnici del Parco del Ticino ne hanno monitorati almeno trentasei, alcuni dei quali, spesso, funzionano male. Tecnicamente, un troppopieno è un sistema che, in caso di forte pioggia, evita che le fognature «scoppino» e riversino l'acqua per le strade. L'acqua delle fognature, in tal caso e solo in queste condizioni di emergenza, finisce direttamente nei corsi d'acqua. «Il problema - segnala Fabrizio Fracassi - è che alcuni di questi troppopieni non funzionano a dovere, e quindi lo scarico della fognatura continua anche finita l'emergenza. Questi sistemi sono di proprietà dei privati ed ai privati tocca la manutenzione. L'amministrazione comunale come l'Arpa dovrebbero occuparsi di verificarli facendo poi le eventuali contestazioni». Non esiste, infine, una verifica accurata degli scarichi di acque inquinate, sia per quello che riguarda la situazione consolidata, sia per le eventuali nuove presenze: «Sappiamo, per esperienza, che ci sono probabilmente degli scarichi sotto il livello delle acque, forse anche sotto quelle del Naviglio o del Navigliaccio. Ma sarebbero necessarie delle verifiche subacque. «Insomma - denuncia Fracassi - per tutelare il Ticino di cose se nel possono fare, ma richiedono impegno da parte di tutti. Dico solo che all'ultimo incontro che avevo convocato al Parco del Ticino, pur invitati non si sono fatti vedere né il sindaco, né l'assessore del Comune di Pavia. Era presente l'Asm, niente di più».
Basterebbe, per ottenere dei risultati concreti, iniziare da un corso d'acqua ben conosciuto, la roggia Vernavola. Nella zona di Montemaino il Parco del Ticino ha accertato la presenza di 3 troppopieni, 1 alla Scala e 3 in via Acerbi e 2 scarichi di fognatura (1 alla Torretta); in via Ferrini ci sono 2 troppopieni e uno scarico di fognatura, mentre un altro scarico è in viale Campari angolo viale Lodi; anche nella zona di via Villa Serafina sono presenti 2 troppopieni e 1 scarico di fognatura; 3 scarichi di fognatura anche nella zona Scarpone/Montebolone ed 1 a Ca' della Terra.