Ecco il calcio pulito: la lezione del Besate

Mi chiamo Marco Gelmini, ho 28 anni e da 7 sono presidente dell'Associazione Calcio Besate, squadra di Terza Categoria che milita nel girone pavese ormai da molti anni. Vorrei fare qualche riflessione sulla recente (e fantastica!) qualificazione alla Seconda Categoria della mia squadra.
Di questi tempi, come si sa, il calcio professionistico sta vivendo un momento triste e quanto mai buio, fatto di scandali, intercettazioni, scommesse illegali, partite comprate e vendute. Ho sempre creduto di poter trovare nel settore dilettantistico il vero senso di questo sport, i veri valori, i sacrifici e la passione del calcio, cosi tanto amato in Italia.
E spinto da queste motivazioni, prima mio padre, poi io, insieme ad una decina di collaboratori davvero appassionati, abbiamo cercato di mantenere viva la realtà sportiva del nostro paese: l'A.C. Besate, fondata nel 1988, ancora oggi è una delle poche squadre di calcio a 11 della zona a non avere un campo proprio (giochiamo infatti sul campo sportivo di Motta Visconti), ma nonostante questa «mancanza», la squadra ha partecipato per 18 anni consecutivi al Campionato di Terza Categoria grazie all'aiuto di alcuni sponsor locali, che non finiremo mai di ringraziare.
Molte squadre in Terza Categoria, come la nostra, devono tutto alla passione di qualche dirigente e all'aiuto di piccoli sponsor generosi.
Oggi anche nelle categorie minori le cose stanno cambiando, e molte squadre spendono decine e decine di migliaia di euro solo per partecipare alla Seconda o alla Terza Categoria. Nel nostro piccolo ho sempre continuato a proporre una filosofia molto semplice: giocatori e dirigenti devono partecipare spinti dalla passione verso il calcio, verso il paese, verso la squadra, e non per un profitto o un riconoscimento economico.
In questi 18 anni mai nessun dirigente ha dovuto partecipare economicamente alla squadra e neppure ne ha ottenuto profitto; nessun calciatore ha percepito «stipendi» o i rimborsi vari, ma neppure ha dovuto pagarsi visite mediche o assicurazioni per infortuni sportivi.
Oggi, dopo anni di sconfitte, di trasferte per noi lontane (siamo in provincia di Milano, ma partecipando al campionato pavese spesso siamo assegnati al girone della Lomellina), di delusioni, ma anche dopo piccole e grandi soddisfazioni e vittorie, oggi, il Besate ha conquistato la Seconda Categoria vincendo la finale dei play off contro il Valle Lomellina, dopo aver sconfitto nella precedente partita il Tromello (vero mattatore del campionato insieme alla Mottese).
Per l'occasione, sul campo neutro di Garlasco, sono intervenuti tantissimi tifosi del paese, un numero davvero impressionante per la nostra realtà (Besate ha circa 1.750 abitanti). Buona parte del merito è soprattutto dell'allenatore, Roberto Ciceri, alla prima stagione con noi, che tanto si è impegnato in questa splendida annata. E parte del merito è dei giocatori, un gruppo di ragazzi davvero affiatato, tutti di Besate o dei paesi vicini: non saranno atleti di serie A, come dice l'allenatore, «non andranno a letto sempre presto il sabato sera», ma quest'anno hanno dimostrato di non essere secondi a nessuno. E giustamente stanno ancora festeggiando la promozione.
Questa vittoria ripaga i dirigenti e i giocatori di tutti gli sforzi e i sacrifici fatti in questi anni ed è con queste righe che voglio ringraziare tutti coloro i quali hanno sostenuto questa squadra e contribuito a questo insperato ma meritato successo. Grazie a tutti!
Marco Gelminipresidente dell'A.C. Besate

Impianto di via Acerbi:
una risposta per Raggio

Sono rimasto favorevolmente sorpreso del coraggio dimostrato dall'ex presidente del Coni, Piero Raggio, attuale organizzatore delle manifestazioni elettorali di Forza Italia (certamente in maniera casuale) che ha espresso il suo parere negativo sull'intervento di via Acerbi, sciorinando nomi e cognomi dei presunti responsabili del presunto scempio.
Certo, lo sarei stato molto di più se oltre ai nomi di Albergati, di Bosone, di Gatti, di Perrino, sui quali non ha usato alcuna riservatezza, avesse anche fatto il nome del colpevole architetto cui si riferisce, anche se notoriamente a lui molto vicino sportivamente e politicamente, accompagnato magari dal nome del dirigente (anche egli politicamente vicino a quell'area), che gli aveva dato l'incarico, e che, nonostante il progetto si fosse già dimostrato irrealizzabile tecnicamente (e politicamente per una diversa decisione del consiglio comunale), lo abbia fatto approvare dalla giunta, cosi da pagargli la parcella. Dirigente che ha creato tutti i danni successivi, rifiutando la esplicita proposta della ditta che aveva presentato il preventivo per i sondaggi, che affermava la necessità di estendere i sondaggi geognostici anche agli elementi inquinanti e non solo per i motivi detti da Raggio, ma perchè l'officina dell'Asm, che vi era stata per anni, aveva certamente creato dei problemi con i serbatoi di carburante.
I motivi del rifiuto restano misteriosi, ma certamente avrebbero reso difficile liquidare una parcella per un progetto irrealizzabile, peraltro già controfirmato dallo stesso dirigente.
Che pathos trascinante e di assoluta precisione, poi, in quella tambureggiante descrizione: «Il giorno dopo la mia elezione ricevetti una telefonata dalla segreteria dell'allora assessore Bosone. Avevano urgenza di parlare del nuovo impianto sportivo. Mi precipito con il mio consulente all'impiantistica l'architetto Perrino... Quando ci venne fatto vedere il progetto di via Acerbi, segnalammo che nel terreno c'erano gli scarti della produzione ex Neca. Lo sapevano tutti a Pavia».
Fin qui nulla da dire, ma qualche perplessità devo esprimere sulla successiva affermazione: «Tutti meno il Comune». All'elenco degli ignari, infatti, avrebbe dovuto aggiungere anche il suo consulente architetto Perrino che evidentemente non avrebbe dovuto saperlo, visto, che per incarico della giunta Bruni-Cantone, aveva progettato su quell'area un bocciodromo che avrebbe avuto gli stessi problemi di non realizzabilità e per il quale si liquidò, anche lui!, una parcella multimilionaria.
Ma questa è la politica di Pavia e la faccia tosta di alcuni ne fa parte integrante.
Lettera firmataPavia

Bravo Zucca, un socialista
ritorna in Provincia

Caro Fabio Zucca, dal 29 maggio sei il nostro consigliere provinciale. Noi, Giovani Socialisti, ne siamo estremamente felici.
Il tuo ed il nostro lavoro pre-elettorale è stato premiato, l'obiettivo di tornare in Piazza Italia, dopo troppi anni di assenza socialista, è stato raggiunto. La nostra intenzione, con questa lettera, è quella di augurarti buon lavoro.
Buon lavoro, perché questa provincia ha bisogno di persone, come te, che abbiano un occhio di riguardo per quella grande risorsa chiamata Università, affinché essa si possa legare sempre di più al tessuto amministrativo e produttivo del nostro territorio, creando un indotto occupazionale di cui la provincia ha estremamente bisogno.
Buon lavoro, perché riteniamo che questa porzione di Lombardia abbia sconfinate risorse culturali da valorizzare, prodotti tipici da promuovere in Italia e nel mondo, paesaggi naturali caratterizzati da un fascino troppo spesso sottovalutato.
Buon lavoro, perché il nostro territorio necessita di una politica energetica innovativa, capace di limitare la dipendenza dal petrolio, orientata all'utilizzo di energia eolica e solare, di biogas, di bioetanolo, di biodisel.
Buon lavoro, perché il sistema scolastico provinciale deve puntare sulla valorizzazione della scuola pubblica, su strutture efficienti, su programmi proiettati alla ricerca, allo sviluppo, all'innovazione.
Buon lavoro, perché la divulgazione della cultura della pace, dell'integrazione, del rispetto tra i popoli e dei valori della Resistenza devono essere un 'must" dell'Ente Provincia.
Buon lavoro, perché i diritti civili e sociali degli abitanti del nostro territorio devono essere difesi a spada tratta, se davvero vogliamo essere protagonisti di una provincia orientata verso la modernità e verso l'Europa.
Sappiamo che ti batterai per tutto ciò e per altro ancora, perché conosciamo le tue indiscusse doti di Amministratore. Siamo certi di avere in te un rappresentante in cui credere ed in cui avere fiducia. Ti staremo accanto, condivideremo le tue battaglie, ci saremo.
I Giovani Socialisti della provincia di Pavia

Il cavallo come amico
nel Parco del Ticino

Cun tantâ fed e forsa 'd vuluntà / sfidân la natürâ cla gh'è stata ostile / 'd riceva 'l mond e di volt a l'è un po' vile / ma lur superan i ustacul e ben ga sta.
Frequentân cun pasiòn 'l centro equestre / vân a caval cl'è par lur 'l so amis / guardan no 'l culùr cal sia baio, bianch o gris / godan dla natürâ la zona campestre.
Cui pe 'n la stafâ stân 'n sèlâ / s'unurân da pudè andà a caval / a briglia sciolta ia fa turnà nurmal / sognan da cavalcà 'l ciel me 'na stèla.
Sfidân la so 'nfermità cun tânt curag / iutà da Onlus cal ga ofra 'l maneg / scaciân la noia e quël agh gh'è 'd peg / 'l Cip 'l ga ofra la gioia da fa 'l so viag.
La natürâ l'è silesiusâ e tântâ belèsâ la sta 'n gir / 'nsèma 'l caval cal rapresenta la forsâ / 's metan 'n libertà e ién pü stret 'n 'na morsâ / criniere 'l vento e i genitur tirân un bèl suspir.
Cun curag a cavalcà 's sentâ di piânt la meludiâ / l'è 'l vent cal g'ha i mutiv d'una bèla cansòn / cun sicurèsâ 'n sèla e i g'hân no fifa di scurlòn / lur cun amùr e sacrifisi s'èn spianà la viâ.
Quând ca suceda sumâ preucupà par la so supravivensâ / la vita l'è sempar bèla par i drit e i stort / ringrasiuma 'l Signur ancâ se la vita la fa 'ntort / l'è sicur che nöi 'd lur pödâm pü fa sensâ.
Criniere 'l vento e briglia sciolta / la vita l'è bèla ancâ sl'è un po' stortâ.
Rino Zucca
Pavia