Muore carbonizzato nel capanno degli attrezzi

BELGIOIOSO. E' morto carbonizzato in un piccolo capanno degli attrezzi alla comunità di recupero «Saman» di Belgioioso. Carmine D'Alessandro, 39 anni, originario di Pozzuoli (Napoli) si trovava nella struttura dopo due anni e mezzo trascorsi in un'altra comunità. Secondo i responsabili del centro era in fase di reinserimento. Sul posto, in via Cantoni, sono intervenuti il 118 e i Vigili del Fuoco di Pavia e una pattuglia dei carabinieri di Belgioioso. Spetterà all'Arma il compito di ricostruire la tragedia e accertarne le cause. Le due spiegazioni più plausibili, al momento, sono la disgrazia e il suicidio. L'allarme è scattato intorno alle 15.15 di ieri pomeriggio. La comunità si trova in una zona decentrata del paese. Oltre agli uffici e agli alloggi, c'è un ampio cortile recintato con un tappeto d'erba e alcuni alberi. Su un lato del cortile sorgeva una struttura destinata a ricovero per gli attrezzi.
Poco più di un capanno, a fianco del quale c'è una catasta di legna tagliata. I ragazzi e gli operatori si sono accorti che da quell'angolo del cortile proveniva un denso fumo. Impietriti, si sono resi conto che la piccola struttura stava bruciando e che il 39enne era intrappolato all'interno.
Mentre alcuni intervenivano con due estintori e con un tubo di gomma collegato a un rubinetto, nel disperato tentativo di domare le fiamme, i responsabili presenti in quel momento hanno immediatamente chiesto l'intervento dei vigili del fuoco.
Dal comando provinciale di Pavia è giunta un'autocisterna. Nel frattempo, allertati, si sono mossi anche un equipaggio del 118 e i carabinieri. Le operazioni di spegnimento non sono durate tantissimo, anche perchè il rogo, pure violento, si è sviluppato su un'area limitata; l'equipaggio è uscito alle 15,25 ed ha fatto rientro alle 18,35. Ai soccorritori si è presentata una scena straziante. Il corpo di D'Alessandro era completamente carbonizzato e ormai irriconoscibile. I carabinieri di Belgioioso hanno aperto un'inchiesta per dare una spiegazione al tragico evento. D'Alessandro, a quanto pare, aveva superato la dipendenza dalle sostanze stupefacenti, ma aveva pagato duramente lo scotto di questa esperienza e aveva qualche problema di equilibrio psichico. Questo elemento potrebbe far indurre verso la spiegazione del suicidio. Inoltre la particolare violenza delle fiamme, e il fatto che il corpo sia stato ritrovato completamente carbonizzato, aprono la strada a un'altra ipotesi. Al fatto, cioè, che il fuoco fosse in qualche modo alimentato da una sostanza 'accelerante" come benzina o altri combustibili. Naturalmente vi è pure l'eventualità che l'uomo sia rimasto vittima di una tragica fatalità. Forse è entrato nel capanno tenendo la sigaretta accesa e la brace ha appiccato le fiamme. Ieri pomeriggio nè i carabinieri nè i vigili del Fuoco erano ancora in grado di fornire una risposta che andasse al di là di ogni ragionevole dubbio. Nelle prossime ore potrebbe venire assunta la testimonianza di quanti hanno scambiato le ultime parole con D'Alessandro. Già nel tardo pomeriggio di ieri i carabinieri hanno sentito uno dei responsabili della struttura. Da quanto si è appreso ieri, tuttavia, l'uomo non avrebbe manifestato intenti suicidi. Un contributo potrà giungere anche dall'esame autoptico che dovrebbe essere condotto all'Istituto di Medicina legale dell'Università di Pavia. Gli esperti probabilmente tenteranno di capire se il violento rogo possa essere stato alimentato da liquido combustibile. L'episodio ha destato una profonda impressione in paese, anche perchè la comunità «Saman» è bene inserita nel tessuto sociale di Belgioioso.
Ospita una trentina di persone, può contare su un laboratorio di falegnameria e si occupa, prevalentemente, di reinserimento socio-lavorativo di persone che abbiano già superato problemi di dipendenza da alcol e droga. Carmine D'Alessandro si trovava a Belgioioso da pochi mesi e stava completando il suo percorso di recupero. Forse il passato ha avuto un peso insostenibile e ha spinto l'uomo a una decisione tragica.