«Cavi da spostare, ma chi devo pagare?»

VISTARINO. Sta terminando di ristrutturare un'abitazione a Vistarino, ma i lavori sono fermi a causa dei cavi Telecom che passano a ridosso di una finestra e l'azienda, nonostante le richieste d'intervento, ancora non si sarebbe fatta viva. E' una situazione paradossale quella vissuta da Carlo Alò. Paradossale e scomoda, visto che il contratto d'affitto della casa nella quale risiede in attesa di trasferirsi scade a fine mese. Tutto inizia con la decisione di ristrutturare la casa di famiglia a Vistarino.
Il fabbricato viene innalzato di un piano, ovviamente nel totale rispetto della legge. Ma si verifica una situazione strana. I cavi Telecom, che prima passavano poco sopra il filo della grondaia, una volta conclusi i lavori in muratura si trovano a scorrere esattamente di fronte a una finestra. Non è possibile nè intonacare l'edificio nè montare gli infissi e quindi ottenere l'agibilità. Il 2 marzo 2006 la famiglia Alò invia una prima richiesta scritta a Telecom per ottenere lo spostamento dei cavi. Per il lavoro (che Enel, secondo il padrone di casa, aveva svolto gratuitamente) la società telefonica chiede il pagamento di 1045 euro più Iva. Dopo alcune perplessità, l'uomo decide di pagare l'intervento. Anche perchè sta per scadere il contratto d'affitto relativo alla casa nella quale la famiglia vive e se non è possibile completare la nuova abitazione il rischio è quello di rimanere senza un tetto. L'8 maggio, Alò invia un fax alla società telefonica accettando il preventivo e chiedendo, in sostanza, gli estremi per procedere al bonifico bancario. «Da quel momento - spiega - non siamo più riusciti ad avere una risposta. Ho chiamato a vari numeri della Telecom, ma l'operatore mi rinviava sempre a qualcun altro. In fin dei conti voglio solo sapere su quale conto corrente trasferire quei soldi». Il dettaglio non è insignificante. I mobili nuovi sono già stati posizionati nei locali, ma l'impossibilità di montare gli infissi fa in modo che vi batta sopra la luce diretta del sole per l'intera giornata. I lavori non possono essere terminati e la famiglia rischia di trovarsi senza una casa. Tra l'altro, il preventivo di Telecom spiega che la società ha 60 giorni dal pagamento di un acconto per effettuare l'intervento. Ma in assenza di informazioni certe - sostiene Alò - la decorrenza del termine continua ad allontanarsi nel tempo. «I tecnici ci hanno persino proposto, credo come provocazione, di tagliare i cavi cosi l'intervento sarebbe necessario. Ma si tratta di un reato e, ovviamente, non vorremmo arrivare a tanto. Speriamo in una soluzione». (f.m.)