Cassazione: niente arresto per i clandestini recidivi

ROMA.Gli immigrati extracomunitari clandestini - cioè privi di documenti e permesso di soggiorno - non possono essere arrestati se, ripetutamente, non ottemperano all'ordine di espulsione emesso dal questore. Al massimo possono essere accompagnati alla frontiera o, se questo è impossibile, possono essere trattenuti in un centro di permanenza temporanea in attesa del rimpatrio coatto. Lo sottolinea la Cassazione - con la sentenza 19436 della Prima sezione penale - che ha rimesso in libertà una giovane clandestina di 22 anni arrestata a Bologna. La ragazza, Isabel M., era stata incarcerata e condannata a otto mesi di reclusione per non aver ottemperato all'ordine di espulsione. Era la terza volta che incappava nei controlli delle forze dell'ordine e aveva già riportato due condanne per questo specifico reato. Il Tribunale della libertà di Bologna, con ordinanza dello scorso 21 febbraio, aveva confermato la custodia cautelare della ragazza che si era rivolta alla Cassazione. E la Suprema Corte è andata ben oltre le aspettative di Isabel. Spiegano gli 'ermellini" che la legge sull'immigrazione esprime «l'intenzione del legislatore di ammettere quale unica forma di esecuzione del nuovo provvedimento di espulsione adottato nei confronti dello straniero, già condannato per non aver volontariamente ottemperato all'ordine di allontanamento impostogli dal questore, quella dell'accompagnamento alla frontiera. Qualora ciò non sia immediatamente possibile - sottolinea la Cassazione - può soltanto disporsi il trattenimento presso un centro di permanenza per i necessari accertamenti sulla identità e nazionalità del medesimo in vista dell'esecuzione coattiva del provvedimento».