Pippo Baudo compie settant'anni «Non ho proprio voglia di smettere»
ROMA. Esattamente dieci anni fa, alla soglia dei 60, Pippo Baudo giurava che non sarebbe andato in pensione «neppure a cento anni». E non è difficile immaginare che quel proposito sia valido anche oggi, mentre si prepara alle 70 candeline (il 7 giugno) «lavorando, senza festeggiamenti», quasi si schermisce Superpippo, tornato sugli scudi con il successo di 'Domenica in".
Con una certezza, la conferma alla guida dell'ultima parte del contenitore domenicale anche per la prossima stagione. E un progetto, di cui non fa mistero: condurre Sanremo 2007, dodicesimo festival della sua carriera. 'Bravo presentatore" per antonomasia, icona della tv nazional popolare, talent scout ma anche regista pronto sempre a scendere in campo per indirizzare, correggere, moderare, amalgamare, Baudo è il volto che forse meglio rappresenta la forza di mamma Rai, di una televisione capace di attingere alla tradizione ma insieme di adattarsi all'evoluzione dei gusti del pubblico. Con questo spirito da vecchio leone ha preso per mano l'ultima parte di 'Domenica in", portandola a un successo insperato sul calcio di 'Serie A" passato a Mediaset. Il segreto? «Ospiti non ovvi, non solo canzoni ma anche riflessioni e ragionamenti», spiega semplicemente. E ha regalato al pubblico duetti da videoteca come quelli con Roberto Benigni e Fiorello. Nato a Militello in Val di Catania, una laurea in Legge nel 1959, Pippo approda a Roma nel 1960. Il successo arriva nel 1966 con 'Settevoci". Nel 1968 gli viene affidata la conduzione del Festival di Sanremo: sul palco sale la leggenda Louis Armstrong. Quattro anni dopo debutta alla conduzione di 'Canzonissima": Loretta Goggi è la sua partner, Marcello Marchesi e Dino Verde sono gli autori. Dopo 'La freccia d'oro", 'Senza rete", 'Spaccaquindici", 'Un colpo di fortuna", 'Secondo voi", 'Luna Park", nel 1979 sostituisce Corrado alla guida di 'Domenica in", che presenta fino al 1985 e poi nel 1991. Nel biennio 1984-86 mette a segno i successi di 'Fantastico" e 'Serata d'onore", poi lascia Viale Mazzini per passare, nel 1987, alla Fininvest. Dopo un anno di riflessione, torna prima su Raidue con 'Serata d'onore", poi su Raitre con 'Uno su cento" e ancora su Raiuno con 'Gran Premio" e 'Fantastico". Lo aspetta un altro decennio di successi: sono gli anni di 'Domenica in", 'Partita doppia", 'C'era due volte", 'Numero Uno", 'Tutti a casa", 'Papaveri e papere", 'Mille lire al mese" e soprattutto diversi Sanremo, di cui nel 1994 è anche direttore artistico. Ruolo che ricopre anche per tutte e tre le reti Rai. Nel 1996 nuovo scivolone: è coinvolto nell'inchiesta sulle telepromozioni e si autosospende dal video, non senza aver prima portato sulla ribalta del festival di quell'anno calibri come Springsteen, Tina Turner e Cher. Senza dimenticare Al Bano, ancora sconvolto dalla notizia della morte della figlia Ylenia. Nel 1998 torna per la seconda volta a Mediaset, dove realizza 'La canzone del secolo". Ma è destino che gli si riaprano le porte della Rai: Superpippo riparte da Raitre, con 'Giorno dopo giorno" che diventa poi 'Novecento", ed è ancora successo, tanto che il programma sarà promosso su Raiuno. Ad attendere Baudo ci sono ancora la conduzione e la direzione artistica di Sanremo 2002 e 2003, la nuova avventura della striscia preserale 'Il castello", il varietà 'Cinquanta - Storia della tv, di chi l'ha fatta e di chi l'ha vista" per il cinquantenario del piccolo schermo. Il 2004 è l'annus horribilis di Baudo, quello del burrascoso divorzio da Viale Mazzini e dalla dolorosa separazione dalla moglie Katia Ricciarelli dopo diciotto anni di matrimonio. Ma il futuro riserva ancora sorprese: il licenziamento da parte dell'azienda rientra e Pippo torna di nuovo'a casa'.