Ustica, lo Stato condannato a risarcire
ROMA.Lo Stato risarcirà i parenti di una delle vittime della strage di Ustica. Dopo quasi 26 anni, infatti, Giuseppe Guzzo e la moglie Iolanda Pillitteri, riceveranno circa 130 mila euro per la morte della figlia Rita, che perse la vita il 27 giugno 1980 proprio sul Dc9 dell'Itavia Bologna-Palermo. A pagare il risarcimento sarà il ministero delle Infrastrutture e ai Trasporti.
Il giudice onorario, Giuseppe Inzerillo, dopo un quarto di secolo della causa, iscritta nel ruolo generale dei processi civili del Tribunale di Palermo nel 1981, ha stabilito che ai due coniugi andranno 83 mila euro, 20 mila invece a ciascuno dei due figli. Ai 123 mila euro si aggiungeranno inoltre le spese legali: 8.500 euro.
«Sono soddisfatta», ha detto Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione familiari delle vittime, «e adesso anche gli altri parenti saranno indotti a seguire la stessa via. Fino ad oggi ci avevano sempre detto che era necessario aspettare un pronunciamento del penale prima di poter avere risarcimenti in sede civile».
Proprio alcuni giorni fa, sulla tragedia di Ustica, nella quale morirono 82 persone, il governo ha dato mandato all'Avvocatura di Stato, costituita parte civile, a proporre ricorso per Cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello di Roma, 6 aprile 2006, relativa alle imputazioni connesse al disastro aereo. In quella sentenza furono assolti i generali dell'Aeronautica, Lamberto Bartolucci e Franco Ferro, dall'accusa di alto tradimento in relazione a presunti depistaggi delle indagini relative al disastro. Nella sentenza, i due ufficiali vennero assolti con una formula precisa: 'Il fatto non sussite".
Ora la Procura Generale nel ricorso sostiene che tale formula deve essere sostituita con un'altra: 'Il fatto contestato non è più previsto dalla legge come reato". (a.g.)