«Sono fiera di essere italiana»
VIGEVANO. Accompagnati dalla banda di Santa Cecilia, ieri mattina, in Castello, il consiglio comunale dei bambini ha cantato l'inno di Mameli, sventolando le bandierine tricolore preparate per l'occasione. E' stato uno dei momenti più significativi della celebrazione della festa del 2 giugno. Sul palco allestito nel cortile del Castello, poi, si sono succeduti il sindaco Ambrogio Cotta Ramusino e il sindaco delle ragazze e dei ragazzi, Lisa Sassi, per i discorsi.
Presente in Castello anche il presidente del consiglio comunale, Marino Cividati, e i rappresentanti delle forze dell'ordine.
Il sindaco Cotta Ramusino ha voluto rivolgere il primo ringraziamento all'ex-presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi «il nostro amato Capo dello Stato» che ha fortemente voluto questa ricorrenza «legandola ai simboli che cosituiscono l'identità, la storia, il cuore di una nazione: il tricolore, la Costituzione repubblicana, le forze armate».
Nel suo primo ed importante impegno da nuovo Capo dello Stato, Giorgio Napolitano - ha aggiunto il sindaco Cotta - ha dato dimostrazione di voler proseguire l'opera e gli intendimenti del suo predecessore».
«Ritengo importantissimo e fondamentale - ha sottolineato Cotta - l'accento posto dal presidente della Repubblica sulla necessità di dare continuità ai valori e agli ideali della festa del 2 giugno: una continuità che ognuno di noi nella propria attività è chiamato a perseguire. Uno dei primi valori da affermare e da difendere strenuamente è quello dell'unione, della concordia degli italiani».
Lisa Sassi, sindaco delle ragazze e dei ragazzi, ha tenuto il suo discorso dopo il sindaco Ambrogio Cotta Ramusino.
«Come tutti sanno - ha detto Lisa Sassi - gli italiani nel 1946 si sono trovati davanti ad un bivio: monarchia o repubblica? Ha prevalso la seconda e il popolo ha finalmente cominciato ad amare il suo Paese, ma soprattutto i suoi principi, sui quali esso era fondato». Il sindaco dei giovani si è detto convinto che le nuove generazioni non abbiano dimenticato il patriottismo: «Si è solo evoluto. Il pensiero del mancato patriottismo da parte di quelli più piccoli, può nascere dal confronto con altre popolazioni forse più legate alle loro tradizioni. Come ad esempio gli americani che espongono in modo fiero in ogni edificio la loro bandiera. E' vero, forse sulle balconate italiane non si vedrà mai svolazzare il tricolore, ma sicuramente se ci avventurassimo all'ora di pranzo nelle tavole italiane, scopriremmo che solo pochi rinunciano al piacere dell'italianissimo piatto di pasta». E ha aggiunto: «Sono tanti piccoli gesti che noi italiani facciamo nel quotidiano, che ci rendono un popolo più unito di quanto pensiamo... quindi io si sono fiera di essere italiana! E non lo penso solo io, ma anche tanti giovani, come i ragazzi della 5ª 'Ricci" che hanno risposto alla domanda 'Sei contento di essere italiano?": 'Noi siamo contenti di essere italiani, perchè ci piace lo spirito d'iniziativa che il nostro popolo ha sempre dimostrato di avere nel corso del tempo. Siamo fieri e orgogliosi di esserlo perchè l'Italia è uno stato ricco di bellezze naturali e di stupende opere d'arte, che celebrano la grandezza dei numerosi artisti nati qui. Tutto ciò ci viene invidiato dall'estero e per questo, ogni anno, molti turisti vengono a visitare la nostra terra trascorrendo le ferie da noi. Siamo felici di essere italiani perchè qui sono nati i grandi poeti, illustri scienziati che con le loro opere hanno contribuito a migliorare la qualità di vita dell'umanità"». (d.a.)