«Vogliamo giocare nell'oratorio come facevano i nostri genitori»

RETORBIDO.La «Casa del giovane» di Retorbido, di proprietà della parrocchia, è stata recentemente affittata a privati, e la decisione ha suscitato qualche rimostranza in paese: tante persone infatti da circa 7 anni la richiedevano al parroco, per consentire ai ragazzi ed ai giovani del paese di avere a disposizione alcuni locali dove ritrovarsi. La «Casa del giovane» era già stata in passato adibita ad oratorio. Per molti anni i genitori, ma anche i giovani, hanno fatto domanda perchè venisse riaperta, cosi da poter disporre di un ambiente dove incontrarsi, giocare e frequentare il catechismo, che oggi si svolge nelle sale della biblioteca comunale, come pure le prove del coro «gruppo ragazzi». Alle famiglie è sempre stato risposto di pazientare, e cosi è stato fatto per molti anni nella speranza che, prima o poi, succedesse qualcosa. «Vogliamo giocare nella casa dove giocavano i nostri genitori, costruita con i soldi di tutto il paese», dice un gruppo di ragazzi del paese. «Siamo venuti a conoscenza della situazione - afferma il sindaco, Cristina Boccaccini - il Comune si sta interessando della questione, ma l'immobile è di proprietà della Curia. Sarà la diocesi che dovrà occuparsene, le decisioni in merito all'immobile non ci competono. Il Comune è molto sensibile alle esigenze dei cittadini, ci teniamo che i giovani abbiano la possibilità di sfruttare un luogo di ritrovo. Già in passato la Casa del giovane era stata usata come oratorio». (l.m.)