«Paroni e Veltroni: si vince cosi»
BRONI. «Ogni gioco ha due giocatori, dei partner con cui elaborare strategie e cercare di vincere. Ogni gioco ha un suo terreno e un suo campo di battaglia». Il terreno era questa volta Broni, il giocatore Luigi Paroni. L'obiettivo: vincere le elezioni. Lo stratega: Marco Marturano.
Marco Marturano è docente di giornalismo politico alla Iulm di Milano e presidente di Gm&P (Game Manager and partners). Marturano ha una ricetta strategica per vincere le elezioni: l'aveva applicata con Filippo Penati nella corsa alla Provincia di Milano e con Massimo Cacciari a Venezia. Due centri. L'ha applicata con Walter Veltroni riconfermato sindaco a Roma. E con Luigi Paroni a Broni.
Insediato e vincente.Proprio ieri mattina Luigi Paroni si è seduto per la prima volta sulla poltronissima di palazzo Arienti. Questa mattina partirà il suoi tour istituzionale: parroco, oratorio, spettacolo di fine anno delle medie, le altre scuole, la Fondazione Franco Cella. I primi passi di chi ha vinto le elezioni. E adesso c'è anche chi spiega come.
Il caso Broni.
«Sono stato contattato sia dal candidato, sia dalla coalizione di centrosinistra che l'ha appoggiato»: premette il professor Marturano, il regista dietro le quinte. «Le condizioni di partenza presentavano due situazioni favorevoli al centrodestra. Due difficoltà per il candidato che dovevamo seguire. La prima legata allo scenario politico: a Broni da quando c'è il maggioritario governava il centrodestra. La seconda legata al candidato del centrosinistra: Paroni era uscito sconfitto cinque anni fa». Su questa basi il professore ha studiato il piano d'attacco.
Scacco in due mosse.
Paroni, sindaco: questo l'obiettivo da raggiungere. Marco Marturano svela le tappe con una premessa. «Il candidato Paroni era credibile e competente: una condizione essenziale», spiega il consulente chiamato (e pagato) dalla coalizione. Dopo la premessa le mosse sulla scacchiera bronese. «Prima regola applicata anche a Broni: mai demonizzare l'avversario- spiega Marturano - l'ha fatto, su nostro consiglio, Veltroni a Roma con Alemanno. L'ha fatto Paroni con Braga a Broni». «La seconda mossa - aggiunge il docente - è stata quella di aprire il dialogo diretto con la gente di Broni...».
L'arma-cartolina.
Le cartoline di Paroni come armi di coinvolgimento di massa. Marturano ne è orgoglioso. «Lo scopo era cercare il modo migliore per far si che i bronesi dialogassero con Paroni sulle cose non fatte e quelle da fare - spiega il professore - Le cartoline distribuite e raccolte sui problemi locali hanno coinvolto il territorio. Il risultato? Cinque anni fa era Paroni che andava a cercare la gente, adesso erano i bronesi che cercavano Paroni. Il coinvolgimento dell'elettore è fondamentale. A Milano Letizia Moratti è stata in questo senso molto più efficace di Ferrante».
Tv? No dialogo...
«Quando è arrivato il maggioritario - annota Marturano - si credeva, ed è successo, che Berlusconi avrebbe dominato la scena grazie al messaggio coinvolgente via tv. Ma in realtà la gente non ha smesso di voler essere chiamata in causa più direttamente. Lo si è visto nettamente in queste amministrative. Il nostro teorema operativo è nuovamente dimostrato: una forza politica, con un candidato credibile, che riesce ad attivare nella gente la voglia di dialogare con il candidato fa scattare un meccanismo del consenso decisivo».
I guai dei vinti. A Broni però Paroni ha vinto perchè gli altri hanno perso. Quanto hanno pesato le divisioni nella Cdl? Cosa sarebbe accaduto se Emilio Bosini invece di far lista a sè avesse corso con Braga? Il professore-stratega cerca di non glissare, ma forse non ci riesce del tutto: «Paroni ha intercettato comunque la voglia di cambiamento dei bronesi. Questo ha pesato in modo determinante sulla sua affermazione elettorale».
Il prezzo della vittoria. Domanda inevitabile: ma quale parcella dovrà saldare Paroni per avere questi consigli di fine strategia elettorale? Da professionista Marco Marturano risponde, ma non non rivela: «Adottiamo il criterio di ogni studio professionale. E' chiaro che un conto è l'investimento necessario per affrontare le elezioni a Roma, un conto è quello per Broni. Non si può certo offendere l'elettorato con cifre esorbitanti. Ma per noi l'importante è soprattutto giocare. E possibilmente vincere...».