Fondazione, nuova bocciatura
PAVIA. Contrastare le scelte della Regione e difendere gli Irccs pubblici. Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e le Rsu del Policlinico alzano la voce e fanno fronte comune sulla decisione della giunta regionale di trasformare in Fondazione il Policlinico. Ieri si è tenuta, all'interno del San Matteo, la terza assemblea dall'adozione del provvedimento. Nel mirino l'affidamento della gestione di ricerca e dei servizi sanitari a soggetti privati, la modifica del contratto e la trasformazione del rapporto di lavoro. Una vera spada di Damocle in bilico sulla testa dei precari.
L'assemblea, che ha riunito circa duecento persone nell'aula Golgi dell'ospedale, ha deciso di proclamare lo stato di agitazione del personale. Eventuali altre iniziative, quali l'attivo dei delegati delle strutture sanitarie, assemblee e presidi, saranno concordate nei prossimi giorni. Al centro della discussione la delibera regionale del 27 aprile che decide la trasformazione in Fondazione di tre Irccs pubblici della Regione: oltre al San Matteo anche l'istituto Carlo Besta e l'Istituto per lo studio e la cura dei tumori di Milano. Il 2 maggio il governo dimissionario aveva emanato lo statuto delle fondazioni. I sindacati mettono in discussione il metodo, che non avrebbe seguito la strada del coinvolgimento delle parti sociali, e il fatto che la regione Lombardia sia l'unica, su 9, ad avere optato per la trasformazione degli istituti in Fondazioni. «L'assemblea generale - si legge nel documento approvato ieri - ritiene che la trasformazione in Fondazione non offra garanzie di miglioramento della qualità e quantità delle prestazioni assistenziali e della ricerca scientifica, che penalizzerà le lavoratrici i lavoratori non offrendo garanzie di stabilità occupazionale e di contratto da applicare. In Regione si tratta di un altro importante passo verso la scelta avviata con la legge 31/97 di realizzare la sostanziale privatizzazione delle aziende ospedaliere sferrando un altro duro colpo alla ricerca ed alla sanità pubblica del nostro Paese».
Oltre alla preoccupazione per il personale, i sindacati temono anche la perdita del riferimento di eccellenza che ad oggi la struttura pavese sembra detenere soprattutto sul piano della ricerca. «Chiediamo il mantenimento dei contratti pubblici per gli assunti, per i precari in servizio e per le nuove assunzioni - è il commento di Mimmo Galeppi, della Rsu del Policlinico -. Su questo fronte dovranno impegnarsi sia il nuovo Direttore generale che il Consiglio di amministrazione che si insedierà». In discussione questioni di metodo e di merito. «Non c'è stato alcun percorso di concertazione - ha dichiarato il segretario regionale della Cisl, Maurizio Molini - ma nello stesso tempo bisogna capire meglio la natura di questa Fondazione, che si qualifica come pubblica, ma di fatto aperta alla partecipazione di soggetti privati. La partita del personale è ovviamente quella più importante. L'articolo 11 della 288, ad esempio, è chiaro sulla modalità contrattuale per il personale già dipendente, ma non sui nuovi assunti». Santo Bolognesi, segretario della Uil, si è invece soffermato sulla tutela dei servizi agli utenti e sulla necessità di «ricollocare gli Irccs nella programmazione regionale, e salvaguardare cosi le eccellenze anche fuori dai confini della Regione».