Interrogato l'arbitro Palmieri allontanato da Pairetto

ROMA.Comincia a fendere le acque del settore arbitrale l'inchiesta della magistratura romana sulla Gea World. A palazzo di giustizia i pm Luca Palamara e Maria Cristina Palaia hanno raccolto ieri la testimonianza di Mario Palmieri, di Cosenza, ex «fischietto» di serie A allontanato dai ruoli tre anni fa per decisione degli allora designatori Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto, d'intesa col presidente dell'Aia Tullio Lainese. Convocato come persona informata dei fatti, Palmieri - che pur rimanendo nei quadri dell'Associazione arbitri è oggi ingegnere - ha risposto alle domande per poco più di un'ora. Ai pm ha raccontato di quando il duo Bergamo-Pairetto lo estromise dai ruoli arbitrali dopo quattro anni di onorata carriera (dal 2000 al 2004). «Diciamo che ho subito quella decisione, anzi che l'ho accettata», ha detto ai giornalisti terminata l'audizione. «Io mi reputavo un buon arbitro, ma allora si parlò di motivi tecnici. Si parlò anche di incompatibilità di carattere. Fatto sta che dovetti accettare, e all'epoca lo feci anche piuttosto serenamente, ciò che decisero Bergamo e Pairetto», ha aggiunto Palmieri dicendosi comunque stupito per l'enormità dei fatti che stanno emergendo dalle inchieste in corso nelle procure di mezza Italia.
Dopo l'audizione di Palmieri, che prelude all'apertura del capitolo istruttorio dedicato ai quattro fischietti della cosiddetta «combriccola romana» (arbitri che secondo gli investigatori rispondevano agli interessi di Luciano Moggi e della Gea), a piazzale Clodio è stato il turno del calciatore Davide Baiocco. Centrocampista del Catania con un passato nel Perugia e nella Juventus, Baiocco è stato legato alle Gea per due anni, dal 2002 al 2004. Ma ieri ha negato con forza di avere subito pressioni dalla società di Moggi junior per lasciare Gianni Allegrini, suo manager di allora, firmare la procura alla Gea ed ottenere in cambio la maglia bianconera. «Quella di passare in Gea, con la quale peraltro non ho più rapporti, fu ai tempi una mia libera scelta», ha dichiarato Baiocco smentendo la versione data da Allegrini che ai microfoni di Striscia la Notizia aveva parlato di vere e prorie condizioni imposte al suo ex assistito dai vertici della società di intermediazione sportiva oggi indagati per associazione a delinquere, illecita concorrenza, violenza e minacce.
Anche in procura Napoli, nel frattempo, gli interrogatori si susseguono. Ieri I Pm Beatrice e Narducci hanno sentito, per tutto il pomeriggio, l'arbitro Marco Gabriele. Gabriele è indagato per frode sportiva nel quadro dell'inchiesta sul campionato di calcio 2004-2005 inquinato dalla presunta «cupola» che faceva capo all'ex dg della Juventus Luciano Moggi. Smentita invece, almeno per ora, la voce di un imminente interrogatorio per l'ex presidente della Federcalcio Franco Carraro. (n.a.)