Niente rivincita, il voto premia l'Unione
ROMA. La «spallata» al neonato governo Prodi non c'è stata. La rivincita invocata da Silvio Berlusconi neanche. Il centrosinistra conferma al primo turno, e con larghissime maggioranze, i propri sindaci nelle principali città in cui governava, Roma, Napoli e Torino. Conquista nuovi Comuni, come Arezzo e Grosseto, Benevento e Crotone, e la provincia di Reggio Calabria.
Ma sfiora il colpaccio anche a Milano, roccaforte del centrodestra, dove Letizia Moratti si avvia a vincere al primo turno, ma di misura, con un risultato di poco superiore al 51 per cento secondo le proiezioni della Nexus. «E' andata bene, sono molto contento», respira Romano Prodi. «Se queste sono le rivincite, benissimo, ne giochiamo tante di partite».
A Roma Walter Veltroni raccoglie invece un forte successo personale con oltre il 61 per cento dei consensi. Ancora meglio fa Sergio Chiamparino a Torino che ottiene, sempre secondo le proiezioni Nexus, quasi un plebiscito con oltre il 66 per cento, mentre Rocco Buttiglione resta sotto il 30. A Napoli, considerata il possibile punto di sfondamento per la rivincita del centrodestra, e dove Berlusconi è sceso in campo personalmente candidandosi come capolista di Forza Italia, Rosa Russo Iervolino vince al primo turno con oltre il 56 per cento dei voti secondo la Nexus. E Forza Italia resta inchiodata al 17,7 rispetto al 17,4 del 2001, negando qualsiasi «effetto Berlusconi».
Per il partito del cavaliere va però molto peggio a Roma, dove Forza Italia perde quasi il 10 per cento rispetto alle elezioni precedenti, o a Torino, dove crolla dal 32,3 al 14,7. Al contrario, nelle città in cui si presenta, raccoglie larghi consensi la lista unitaria dell'Ulivo che ad esempio a Torino sfiora il 40 per cento.
La Casa delle libertà ottiene il miglior risultato in Sicilia, dove conferma Totò Cuffaro presidente della Regione con il 52,9 per cento dei voti, ma anche in questo caso perdendo consensi a favore del candidato dell'Unione, Rita Borsellino, che raccoglie il 41,6. Il 5 per cento in più del 2001, quando Leoluca Orlando aveva ottenuto il 36,6. Ma in Sicilia cambiano anche gli equilibri all'interno della Casa delle libertà grazie alla fortissima affermazione del movimento autonomista di Raffaele Lombardo che raccoglie il 12 per cento a livello regionale, diventa il primo partito a Catania e Siracusa, e si prepara a reclamare un ruolo di primo piano, pretendendo ad esempio la presidenza dell'assemblea regionale a cui aspirava anche Gianfranco Miccichè (Fi).
Cala dovunque l'affluenza al voto, che si attesta alla fine al 71,2 per cento. In modo massiccio rispetto alle recenti elezioni politiche, ma in modo significativo anche rispetto alle precedenti comunali del 2001 quando era stata pari all'80,6 per cento (anche se allora si votava nello stesso giorno anche per le politiche). La percentuale di votanti crolla addirittura del 16,2 per cento per le provinciali, passando dal 75,8 delle elezioni precedenti al 59,6 per cento.
Proprio il calo dell'affluenza è indicato dal centrodestra come il principale responsabile della vittoria del centrosinistra. Anche se è stato proprio il governo Berlusconi a fissare le date del voto e a rifiutare l'election day, l'accorpamento cioè in un solo giorno di elezioni politiche e amministrative. Di sicuro il calo dei votanti fa affiorare l'insofferenza dell'opinione pubblica per una campagna elettorale che dura senza soluzione di continuità ormai da molti mesi.
Il centrosinistra continua a negare che il voto di domenica e lunedi scorso sia stato un test politico, anche se tira ovviamente un sospiro di sollievo. «Naturalmente se uno vince è incoraggiato - si limita a commentare Romano Prodi a Bruxelles - se uno perde è scoraggiato». Più ironico D'Alema che sottolinea come «se il tema era la rivincita, per Berlusconi c'è stata una riperdita». Soddisfatti anche Fassino e Rutelli, ieri sera in piazza Santi Apostoli, a Roma, per festeggiare la vittoria di Veltroni. Per il segretario Ds il voto rafforza il governo e il progetto del Partito democratico, mentre rappresenta «una Caporetto per il centrodestra» e fa fallire «le velleità di rivincita di Berlusconi». Per Rutelli si tratta di un «test molto confortante» per l'Unione, «la conferma che gli italiani preferiscono il centrosinistra».