Borra, secondo rinvio a giudizio
ZINASCO. Dopo gli otto anni di reclusione avuti per riciclaggio nella prima tranche dell'inchiesta sul cosiddetto scandalo dei fallimenti, per i fratelli Angelino e Caterino Borra di Zinasco è arrivato ieri il secondo rinvio a giudizio: quello relativo all'altro troncone della stessa inchiesta. Lo ha disposto ieri mattina il giudice Enrico Manzi a conclusione dell'udienza preliminare nella quale c'erano non c'erano soltanto i due imprenditori pavesi. Con loro in aula, infatti, era presente anche la commercialista Carmen Gocini.
Commercialista che esegui materialmente le sottrazioni di diverse decine di miliardi di lire dalle procedure fallimentari di cui era curatrice. Inoltre c'erano altri tre indagati: il dottor Camillo Naggi, titolare dell'ufficio da commercialista in cui operava la Gocini, ed i dirigenti della Credieuronord (la banca sulla quale transitarono le somme oggette delle appropriazioni indebite) Alfredo Molteni e Giancarlo Conti. Il giudizio più clamoroso emesso ieri riguarda i tre che hanno chiesto il rito abbreviato e soprattutto l'assoluzione disposta per Naggi per il quale i pubblici ministeri Giulia Perrotti e Riccardo Targetti avevano chiesto dieci anni di reclusione. Il giudice, accogliendo le argomentazioni difensive degli avvocati Iannaccone e Ponti, ha disposto l'assoluzione per non aver commesso il fatto. Per la Gocini, che pure aveva chiesto il rito abbreviato per ottenere lo sconto previsto, sono arrivati altri sei anni di reclusione mentre in tre anni è stata quantificata la pena per Conti. Con i fratelli Borra è stato mandato a giudizio con rito ordinario il Molteni: per loro il processo comincerà il 3 ottobre prossimo davanti alla Quarta Sezione del Tribunale penale. Per i due imprenditori pavesi c'è anche un risvolto positivo di notizia. Contro di loro la presidenza del Consiglio dei Ministri e il ministero della Giustizia non si sono costituiti parte civile. L'avvocato dello Stato chiederà infatti i danni soltanto alla Gocini per avere materialmente eseguito le sottrazioni, mentre Naggi è stato assolto e bisognerà vedere se contro la sentenza di ieri ci sarà impugnazione da parte della pubblica accusa. Al momento della lettura dell'ordinanza e della sentenza ad opera del giudice Manzi, l'aula era gremita soprattutto di avvocati in rappresentanza delle procedure fallimentari danneggiate e costituite parte civile. A questo punto torneranno in azione gli avvocati Pierluigi Tizzoni e Massimo Teti che riprenderanno le iniziative in difesa dei beni sequestrati in via preventiva ai fratelli Borra, chiedendo al giudice un provvedimento che blocchi la vendita degli stessi quantomeno fino al passaggio in giudicato delle sentenze. La prima relativa alla condanna ad otto anni è tuttora all'esame della Cassazione.
Annibale Carenzo