Negozi aperti, il Comune è con Poli

PAVIA. Negozi aperti la domenica? Il sindaco Piera Capitelli plaude all'invito del riconfermato presidente dell'Associazione commercianti, Aldo Poli. E non poteva essere diversamente, poiché l'amministrazione comunale è impegnatissima a trasformare la città in un polo di attrazione culturale e turistica. E una vocazione di questo genere ben si sposa con i negozi del «salotto cittadino» aperti nelle domeniche. Naturalmente, si dovranno fare i conti con i commercianti del centro che tanto apprezzarono le domeniche di Punta su Pavia, ma ne uscirono un po' stressati.
«Aldo Poli continua un lavoro prezioso per Pavia - dice la Capitelli, prendendo spunto dalla sua rielezione ai vertici dell'Ascom -. Lo confermano le sue parole e soprattutto i suoi progetti per il futuro. Il suo stile di uomo attivo e concreto è una garanzia certamente per l'Associazione commercianti e per i suoi associati, ma anche per un settore strategico per la città come il commercio. Sono sicura che potremo cosi continuare insieme a lui e a tutti i soggetti del territorio un dialogo e un lavoro positivo per Pavia tutta».
E le domeniche con i negozi aperti. Tutti pronti alla sfida, ma con prudenza. Il Comune sa che con la sua «Pavia dei saperi» si gioca la faccia. Oltre un milione di euro per quattro giorni di manifestazioni significa rischiare. Se va male, la Capitelli si troverà sola. E cosi, Poli potrebbe essere (ed è) un alleato importante anche nel cercare sponsor.
«Sono assolutamente d'accordo con il progetto lanciato da Poli - conferma la Capitelli -. Abbiamo bisogno insieme, ognuno per il proprio ruolo e la propria responsabilità, di valorizzare un sistema città, che sta lavorando con impegno per uscire definitivamente dalla transizione con un nuovo modello. I numeri ci premiano: aumentano le presenze, aumenta l'interesse per la storia, la tradizione, i tesori monumentali e naturali della città e del territorio».
Evidentemente, vanno superati gli ostacoli già noti e quelli legislativi. «Si, il commercio ha necessità di essere sostenuto e accompagnato dalla politica a tutti i livelli. Ha ragione Poli a invocare un'azione legislativa da parte della Regione, che tarda ad arrivare e rischia di penalizzare seriamente gli sforzi delle comunità locali. Ma bisogna muoversi rapidamente e con efficacia. A Pavia si respira una rinnovata fiducia e i numeri parlano di una città in ripresa. Stiamo lavorando per proporre un nuovo modello di servizio: certo, la città deve tornare ad essere accogliente anche la domenica, possibilmente con locali, ristoranti e negozi aperti, senza mai dimenticare il lavoro di cura quotidiana di cui ha bisogno una realtà come la nostra, tra il centro storico, i monumenti, il fiume, le periferie. E senza mai dimenticare che lo sforzo collettivo deve essere conosciuto e riconosciuto: deve cioè uscire dalle mura cittadine, parlare ad un pubblico su vasta scala. Vincere definitivamente la scommessa significa per Pavia, capitale del Ticino e città internazionale dei saperi, abbinare questa esigenza a quella di un rafforzamento delle rete dei servizi cittadini».