Rivera: «Le nostre sono facce credibili»

MEDE. «Guardate le facce di Rossanigo e Albergati: sono facce credibili. Non come quella di Moggi». Gianni Rivera, è arrivato a Mede per sostenere il candidato sindaco del centrosinistra, Antonio Rossanigo, e il candidato alla Provincia, Andrea Albergati. L'ex milanista Rivera ha parlato anche di giustizia sportiva e di Nazionale: «Malgrado la tensione, al Mondiale di Germania saremo fra i favoriti».
La lista di centrosinistra 'L'Unione per Mede con Rossanigo" ha chiamato uno dei simboli del calcio italiano per chiudere la campagna elettorale. Rivera è arrivato alle 17.30 e ha incontrato i rappresentanti delle associazioni sportive della cittadina lomellina. Al suo fianco, Rossanigo, Albergati, Maurizio Donato, candidato al consiglio provinciale per i Ds, e Rodrigue Serafini, coordinatore della campagna elettorale. Prima di essere attorniato dai tifosi di ieri e di oggi, e di firmare palloni rossoneri, Rivera ha parlato di politica nazionale. «Sono qui oggi per sostenere due candidati che vogliono cambiare una città e una provincia: dopo cinque anni il Comune di Mede e la Provincia di Pavia possono e devono essere guidati dal centrosinistra - ha detto Rivera, deputato della Margherita -. Noi non vendiamo illusioni né promesse difficilmente mantenibili. La demagogia non paga mai». Poi, un affondo a Berlusconi: «Il centrodestra, oggi sempre più destra, cerca solo di risolvere problemi personali di un cittadino o dei suoi amici più intimi. Noi pensiamo all'interesse generale». A Mede l'ex nazionale ha accennato anche all'Iraq: «Com'è possibile esportare la democrazia con la guerra? E' un controsenso: se noi fossimo stati al governo, non avremmo seguito gli Stati Uniti». Alla fine dell'intervento, uno spiritoso incoraggiamento a Rossanigo e Albergati: «Ce l'avete fatta. Intendo ad arrivare alla fine della campagna elettorale. Ovviamente speriamo nella vostra vittoria». Prima di trasferirsi in piazza della Repubblica per l'incontro con gli elettori Rivera ha escluso di voler guidare la Federazione nazionale gioco calcio: «Non ci sono le condizioni. Lasciamo lavorare il commissario straordinario». Sulle inchieste della magistratura: «Non vorrei esprimermi. Attendiamo tutti che i giudici facciano il loro lavoro. E' ovvio che la corruzione si può trovare a livelli sia alti sia bassi: forse ce n'è di più dove gira più denaro». Sulla Nazionale: «Credo che i calciatori non risentano delle polemiche. I nostri ragazzi sono fra i favoriti. Subito dietro il Brasile». Quel Brasile che ai Mondiale del Messico del 1970, quando l'Italia si divideva fra gli 'staffettisti" Rivera e Mazzola, sconfisse proprio gli azzurri in finale.
Umberto De Agostino