Zantelli, raid pieno di trappole


PAVIA. Dino Zantelli, parmense, classe 1969, vincitore di quattro Raid Pavia-Venezia, è pronto: con la sua imbarcazione, un catamarano Clerici 3000 di cilindrata, domani cercherà di conquistare la 65ª edizione della classica. Certo non sarà facile, e non solo per la concorrenza che si annuncia agguerrita: «Temo tutti i piloti che corrono nella mia stessa classe (O3000,ndr ), a cominciare da Antonio Gemmi e Pierluigi Nordio». Il Raid Pavia-Venezia ha un fascino speciale per Zantelli: «Ogni edizione è un'avventura».
«Un'avventura sempre diversa - aggiunge il pilota di Colorno in provincia di Parma - Un'avventura che ha contagiato la mia famiglia, anche mio fratello Paolo, che ha corso in una passata edizione del Raid». L'anno scorso Zantelli ha vinto il Raid alla media record di km/h 203,341, pensa di ripetersi? «Sarà difficile, se non impossibile», risponde il parmense, il quale subito dopo aggiunge: «Il tratto Pavia-Piacenza è bruttissimo, bisognerà stare molto attenti a non finire in secca. C'è davvero da augurarsi che tutti i punti più difficili e pericolosi siano segnalati. Gli organizzatori hanno fatto del loro meglio, come sempre, ma l'incognita è sempre in agguato». Zantelli ieri ha compiuto un approfondito sopralluogo sul Po. «Rispetto all'anno scorso c'è un metro e mezzo di acqua in meno, che fa decisamente la differenza. Vi sono molti passaggi stretti, che andranno affrontati con il massimo dell'attenzione possibile. Insomma, si annuncia un'edizione avvincente ma difficile». Una corsa dal grande fascino, si diceva: «Il Raid, che si disputa dal lontano 1929, ci permette di riscoprire il Po come grande fiume navigabile fino al mare», conclude Zantelli.
Un'edizione, la 65ª, che sarà dunque anche all'insegna della criticità: un termine dietro al quale si nascondono problemi dovuti principalmente al basso livello delle acque, sia nel Ticino sia nel Po. «I passaggi più difficili sono tutti segnalati», spiega il vice presidente operativo del comitato organizzatore del Raid, Angelo Poma. «Ma che il Ticino sia al limite della navigabilità non è un mistero», aggiunge. E infatti i primi nove chilometri della classica, dal ponte della Libertà al ponte della Becca, saranno di semplice trasferimento. Partenza dal tratto di Ticino antistante l'associazione motonautica di Pavia (a monte del ponte della Libertà), cui si deve l'organizzazione della classica, e arrivo a Marina di Brondolo. La gara vera e propria, in programma domani, comincerà dal ponte della Becca, alla confluenza con il Po, da dove si prenderanno i tempi.

Pier Angelo Vincenzi