Pavia, richiamo dell'impresa
PAVIA. Una posizione più che dignitosa. Pavia è al 21º posto, su 103 province italiane, per la capacità di attrarre imprese e imprenditori. E' quanto emerge dai dati resi noti dall'osservatorio di Fondazione italiana Accenture e Università Bocconi.
L'Osservatorio, di cui è responsabile Lanfranco Senn, si è proposto di analizzare nel dettaglio i punti di forza e di debolezza di ogni provincia italiana, fornendo cosi una sorta di guida specifica per lo sviluppo del proprio territorio. Il rapporto, con i dati delle province, è stato presentato ieri mattina. Sono le grandi città, soprattutto del Nord, a risultare come i contesti più attrattivi per gli investitori e i soggetti portatori di competenze innovative.
Per attrattività si intende la capacità di un territorio di attirare, valorizzare e trattenere risorse e competenze chiave. Condizione che è garanzia della competitività, perchè segnala che un territorio è in grado di promettere per il futuro adeguati compensi agli attori che lo scelgono per insediarvisi. La posizione della città di Pavia sembra da un lato soffire della dimensione di piccolo centro, piuttosto che di grande città, ma è di tutto rispetto se paragonata a province come Mantova, Ravenna, Perugia. Cremona è addirittura in 61esima posizione. Più penalizzate le città del sud: in ultima posizione c'è Enna. La maggior parte si trova in fondo alla classifica. Sono proprio le variabili l'aspetto più interessante del rapporto. Paola Dubini, curatrice del dossier, afferma: «Mentre le prime e ultime posizioni rimangono sostanzialmente le stesse anche sottraendo alcune delle 19 variabili, la posizione di alcune province a metà classifica dipende moltissimo da aspetti particolari, che i decisori devono tenere in attenta considerazione». Secondo questo ragionamento Catania deve una buona 23esima posizione quasi esclusivamente alla capacità innovativa dei settori hi-tech. Se si elimina infatti questa variabile, perde 14 posizioni. Al contrario Udine, al 41º posto, ha una posizione appesantita dalla scarsa dinamicità occupazionale e imprenditoriale.
Ad avere il primato di città più attrattiva è Milano, seguita da Roma, Torino, Napoli, Bologna, Trieste, Genova, Padova, Parma, Pisa, Verona, Venezia. L'analisi è completata dall'individuazione delle cosiddette imprese di riferimento, ovvero le imprese che, in ambito locale e nazionale, si sono distinte per livelli di crescita del fatturato.