Uccisa dal rapinatore nella sua gioielleria
LATINA. Uccisa per aver cercato di difendere se stessa e i proprio negozio. Colpita senza pietà con dieci coltellate da un rapinatore che, dopo aver svuotato la cassaforte, si è volatilizzato e che da ieri mattina polizia e carabinieri stanno cercando senza sosta.
Non ha avuto campo Piera Sari, 76 anni, titolare di una gioielleria che gestiva, insieme alla figlia Annamaria, nel centro di Terracina, cittadina del litorale laziale a circa quaranta chilometri da Latina. A scoprire il cadavere, in una pozza di sangue, è stata ieri la figlia, chiamata da una commerciante amica della vittima allarmata per non averla vista. Polizia e carabinieri sono riusciti a ricostruire un identikit del rapinatore, grazie anche alle testimonianze rese da una gruppo di studenti che lo avrebbero visto uscire dal negozio dopo la rapina. Si tratterebbe di un uomo alto circa 1 metro e 75, presumibilmente di origine slava. Nei giorni scorsi è stato notato più volte entrare nella gioielleria con la scusa di chiedere informazioni e adesso è ricercato in tutta Italia.
Piera Sari era una persona molto conosciuta a Terracina. Da moltissimi anni gestiva la gioielleria, situata nel centro medioevale della cittadina, prima con i marito poi, una volta rimasta vedova, con la figlia Annamaria. Un personaggio benvoluto da tutti.
Come tutte le mattine, anche ieri ha aperto il suo negozio, situato vicino al municipio e alla cattedrale. Il rapinatore si è presentato probabilmente poco prima delle dieci. Si è fatto aprire la porta e una volta dentro con la minaccia di un coltello ha costretta la donna ad aprire la cassaforte. A questo punto però la commerciante tenta di opporsi al malvivente, con l'unico risultato di provocare la sua reazione violenta. L'uomo colpisce con il coltello Piera Sari, che tenta disperatamente di difendersi, come dimostrano le ferite trovate sulle braccia e sulla mani. Uccisa la donna, il ladro fa man bassa di quanto si trova nella cassaforte del negozio e fugge.
A scoprire quanto accaduto è una commerciante amica e vicina di negozio della vittima. Le due donne hanno l'abitudine di vedersi e salutarsi tutte le mattine, e l'assenza di Piera Sari insospettisce l'amica che avverte la figlia della vittima. Quando finalmente Annamaria riesce ad entrare nel negozio per Piera Fari non c'è più nulla da fare. «Era in un lago di sangue, è stata una scena raccapricciante», racconta Roberto Di Manno, un pensionato che insieme ad Annamaria Sari è entrato per primo nella gioielleria. Un aiuto decisivo alle indagini è arrivato da alcuni studenti. Presenti in piazza per motivi di studio, hanno visto il rapinatore uscire dal negozio riuscendo cosi a descriverlo agli agenti. Nulla di utile per le indagini, invece, dalle telecamere della gioielleria, spente al momento della rapina. In segno di lutto i due candidati alla poltrona di sindaco di Terracina hanno deciso di sospendere ogni manifestazione elettorale.