Quattro ricette per Broni dai capelli grigi
BRONI. Una città 'anziana", una città che invecchia: per intuirlo basta passeggiare in centro, per una conferma numerica si possono leggere i dati dei censimenti. Nel 1971 il 6 per cento della popolazione aveva più di 75 anni e il 16 per cento più di 65. Nel 2001 le percentuali degli anziani sono raddoppiate: il 12 per cento dei bronesi ha più di 75 anni, il 27 per cento è in età da pensione. Su questi dati i sindacati pensionati hanno 'chiamato a rapporto" i 4 candidati sindaci.
E i candidati hanno risposto: a villa Nuova Italia, davanti a una platea gremita, Vittorio Braga(candidato della Casa delle Libertà), Luigi Paroni («Unione civica»), Bruno Paolilllo(Nuova Frontiera) e Emilio Bosini(Forza Broni) hanno presentato i loro progetti per gli anziani. Ad introdurre la serata Filomeno Riccidella Cisl e Giovanni Torlaschidella Cgil: ampia presentazione per temi più che mai sentiti dalla popolazione. Quali politiche per il sociale, quali per la sanità, quali per migliorare la qualità della vita degli anziani che, a conti fatti, rappresentano il 33 per cento della popolazione di Broni.
Quattro candidati, quattro ricette. Con un punto in comune: «Le politiche per il sociale - l'hanno ribadito tutti - non si programmano a colpi di maggioranza, ma si condividono. Chiunque diventi sindaco». Detto questo, ecco le 'ricette" presentate dai candidati alla platea di villa Nuova Italia.
Emilio Bosini (Forza Broni).«Gli anziani sono da sempre un patrimonio della collettività, i giovani sono il futuro: e in entrambi i casi le politiche per il sociale vanno predisposte con il dialogo tra maggioranza e opposizione. Un primo passaggio è aiutare gli anziani a superare il senso di solitudine: a Broni si può, e si deve, potenziare il settore dei lavori socialmente utili aprendolo agli anziani che hanno potenzialità da offrire alle nuove generazioni. E per individuare le esigenze più urgenti, la strada migliore è il dialogo con le associazioni e i sindacati dei pensionati che hanno il polso della situazione».
Vittorio Braga (Casa delle Libertà).Il sociale è un costo, certo, ma deve essere affrontato come una risorsa. E non basta riservare alle politiche per il sociale l'avanzo di bilancio: trovarsi a farlo, significa non aver programmato in precedenza. Si parte, qundi, da un osservatorio che coinvolga le associazioni, i sindacati e che deve lavorare in sinergia con i Comuni vicini. I bisogni ci sono, ma l'era dei finanziamenti a pioggia è finita: non basta e disperde le risorse pagare la bolletta a chi arriva in municipio a chiedere: si deve incidere con una politica programmata sulle persone. E visto che i soldi sono quelli che sono e la Finanziaria taglia ai Comuni, prima ancora di trovare nuove risorse si deve pensare ad alleggerire la pressione fiscale alle fasce più deboli».
Bruno Paolillo (Nuova Frontiera).«I problemi degli anziani e delle categorie più deboli devono essere"annusati": gli amministratori devono stare a diretto contatto con la gente per rendersi conto di quello che serve alla città e in particolare alle fasce meno protette. Meno protette dal 'dio denaro". E il denaro conta, visto che i tagli ai Comuni sono sempre più pesanti. Tocca usare la fantasia, quindi, uscire dagli schemi consolidati per trovare soluzioni innovbative a problemi nuovi. Gli schemi prefissati inchiodano i bilanci e non permettono di trovare soluzioni flessibili ai problemi che sono sempre nuovi. E non basta dire 'anziani", si deve lavorare per distinguere tra problemi diversi per persone che devono avere risposte su misura».
Luigi Paroni (Unione Civica).«Dai contatti della campagna elettorale risulta che i bronesi sono moderatamente soddisfatti dei servizi offerti: è doveroso riconoscerlo e significa che non si partirà da zero. Detto questo c'è molto da fare. Un osservatorio che riunisca associazioni e sindacati per far emergere i problemi, anch quelli più nascosti, è un punto di partenza, Poi si deve lavorare per aiutare le associazioni e creare una rete di collegamenti con i Comuni e gli enti territoriali per offrire ai bronesi i servizi che a Broni non si trovano. Emerge anche l'esigenza di mini-alloggi per gli anziani: ci sono fondi regionali che devono essere utilizzati. E parlando di casa, è necessario monitorare gli affitti per evitare impennate nei prezzi. Quanto agli aiuti fiscali, si possono applicare, a partire dalle fasce più bisognose».
Ritorna un parere concorde tra i quattro candidati quando si parla di sanità a partire dalla necessità di tagliare i tempi d'attesa che, se per un giovane possono essere un fastidio, per un anziano diventano spesso un dramma. «In questo caso un sindaco non può fare molto - hanno detto uno dopo l'altro Braga e Paroni - L'importante è chiunque sia sindaco faccia sentire la propria voce in Provincia, in Regione e se necessario anche a Roma. Ma per far questo Broni deve stringere un'allenza con tutti i Comuni del territorio».
E si arriva al terzo punto che vede gli sfidanti alla poltronissima assolutamente concordi: l'Oltrepo si sviluppa se i grandi centri sapranno divenire trainanti. E Broni vuole esserlo.