«Claudio, guardalinee onesto»

VOGHERA. «Conosco troppo bene mio nipote, metto la mano sul fuoco sulla sua correttezza e lealtà professionale». Parola di Angelo Puglisi, per trent'anni capo degli arbitri vogheresi e zio di Claudio Puglisi, l'ex guardalinee di serie A e B il cui nome compare nell'ultima informativa dei carabinieri del Reparto operativo di Roma alla procura di Napoli sullo scandalo calcio. Puglisi, 45anni, assicuratore vogherese, sarebbe stato - secondo gli investigatori - «uomo di fiducia» del dirigente milanista Leonardo Meani.
«E' solo un polverone - insiste Angelo Puglisi - Claudio nella vita come nel mestiere arbitrale ha sempre agito con estrema correttezza, passione e serietà. Escludo che abbia potuto favorire intenzionalmente questa o quella squadra. Lui tifoso del Milan? Una simpatia può esserci, ma chi di noi non ne ha una? Da qui a ipotizzare di suoi favoritismi, però, ce ne corre». Parla lo zio, il nipote invece non replica, almeno per ora, al contenuto degli sms e delle intercettazioni con al centro Leonardo Meani. Ieri pomeriggio l'assicuratore non era nel suo ufficio di via Emilia.
Chi lo conosce, racconta che, dopo aver appeso le scarpette al chiodo per raggiunti limiti di età, lui segue il calcio con un certo distacco. Ne discute ancora, quando capita, al bar, dove fa sosta per il caffè prima di recarsi al lavoro («una persona estremamente gentile», dice la barista), ma la partecipazione non è più quella intensa degli anni migliori della carriera. Un'ascesa nel mondo arbitrale cominciata all'ombra dello zio, per tre decenni capo dei fischietti vogheresi, nei campetti di periferia, ma arrivata fino all'Olimpo della serie A. Puglisi è un perfezionista, tre sedute di allenamento settimanali al campo giovani di via Barbieri per essere sempre in piena forma. Tocca l'apice quando assiste l'arbitro Pierluigi Collina nella finalissima di Champions league al Nou Camp di Barcellona fra Manchester United e Bayern Monaco (la partita della rocambolesca rimonta inglese nei minuti finali). E' amico e fedelissimo dell'arbitro viareggino, che lo vuole con sè anche agli Europei 2004. Però un clamoroso errore di valutazione in un discusso Milan-Lazio (di cui riferiamo a fianco) impedisce al guardalinee vogherese di partecipare alla rassegna continentale. Puglisi viene sospeso, mentre rispunta l'insinuazione sulla sua fede rossonera, poi rientra, ma siamo al canto del cigno. Con i 45 anni, scatta, obbligatoriamente, il ritiro. Ma ora si fanno strada i fantasmi del calcio marcio. (r.lo.)