Carapelli-Sasso, sbarco in Borsa e raddoppio del fatturato

VOGHERA. Il gruppo Carapelli-Sasso punta alla quotazione alla Borsa italiana nel 2007 e a destinare i proventi dello sbarco sul listino milanese a una campagna di acquisizioni di aziende di prodotti alimentari «mediterranei» che portino al raddoppio del fatturato del gruppo da 490 milioni a 1 miliardo di euro. L'ingresso in Borsa permetterà al gigante spagnolo Sos, che ha acquisito negli ultimi anni i marchi Carapelli e Sasso e ha fuso le due società, di scendere progressivamente sotto il 50% del capitale aprendo a investitori e società italiane ma rimanendo azionisti di riferimento e integrando sempre più le attività italiane nel gruppo.
«Il nostro è un progetto di lunghissimo termine - ha spiegato il presidente di Sos, Jesus Salazar - e rimarremo azionisti di riferimento, ma vogliamo che la società sia italiana con vertici italiani e con la presenza di azionisti locali importanti nel capitale». L'intenzione è quella di replicare l'esperienza del gruppo Sos dove la famiglia Salazar possiede il 25%, accanto a quote minori di altre famiglie, casse di risparmio, investitori istituzionali. I proventi della quotazione, ha spiegato Salazar, «non verranno messi nel nostro portafoglio», ma saranno destinati al processo di acquisizioni di prodotti e marchi tipici della dieta mediterranea (il gruppo Sos oltre ad avere il 15% del mercato mondiale dell'olio d'oliva è anche uno dei principali attori nel campo del riso) che raddoppino il fatturato del gruppo da 490 a 1 miliardo di euro. Attualmente il gruppo ha un portafoglio marchi che comprende Carapelli, Sasso, Lupi, Minerva, Montolivo, Giglio Olio e Friggibene ed esporta il 50% del fatturato, specialmente negli Stati Uniti. In Italia la quota di mercato è del 18,8% nell'extra vergine e del 27% in quello di oliva puro. Rilevante è la quota di olio italiano acquistato dal gruppo ogni anno che però compra anche il prodotto negli altri paesi del bacino del Mediterraneo per poi trasformarlo nel nostro paese e miscelarlo al prodotto nazionale in proporzioni variabili ogni annata. A guidare la Minerva Oli (la società che detiene i due marchi e che controlla lo stabilimento di via Amendola a Voghera) nella carica di amministratore delegato sarà Fabio Maccari. Già il fatturato attuale del gruppo comunque, sottolineano i vertici della società, permetterebbe di entrare nella classifica delle 10 maggiori aziende del settore alimentare quotate a Piazza Affari. Attualmente il gruppo Sos sta cosi selezionando la banca d'affari italiana che la assista nel processo di quotazione.