Il riso da risotti sempre più di «moda»

ROBBIO. «Il concetto del risotto sta andando avanti in Europa e nel mondo: i risicoltori italiani si specializzino nella coltivazione dei risi japonica, come Arborio, Roma, Carnaroli; i nostri risi, perchè il mercato è pronto ad assorbire queste varietà». Mario Preve, presidente della Riso Gallo di Robbio, spiega cosi il risultato del comitato di gestione di Bruxelles che si è riunito il 18 maggio scorso, che ha fotografato una situazione di mercato fino a qualche mese fa inaspettata.
Importazioni in aumento del 10,5%, prevalentemente di risi indica, mentre l'aromatico Basmati segna il passo, esportazioni in calo dell'1,4%, prezzi comunitari quasi tutti in rialzo, ben superiori al livello di intervento. E ormai poco o nulla ancora da collocare: qualcosa in Grecia e in Italia. «Evidentemente il mercato europeo a 25 paesi ha bisogno di più riso - continua Preve - e le importazioni di indica sono destinate ad aumentare: per questo secondo me è opportuno che gli agricoltori puntino sulle varietà tradizionali, tipiche della produzione italiana. Non si può pensare di fare concorrenza a produttori come Tailandia e Vietnam, bisogna che l'Italia si specializzi negli Japonica». Ovvero, nelle varietà da risotto che sono tipiche della nostra produzione, visto che i risi Indica, i cosiddetti 'lunghi" sono più adatti invece come contorni, e non sono affatto adatti a cucinare il risotto, che oggi è sempre più richiesto sui mercati internazionali. Conferma questa tendenza anche Roberto Magnaghi, direttore dell'Ente Nazionale Risi, che sta organizzando un grosso evento promozionale in Francia legato proprio al risotto e alla sua cucina: «Stanno aumentando le importazioni di varietà Indica, mentre le esportazioni sono diminuite - spiega Magnaghi - e i prezzi degli Japonica sono piuttosto alti, con una produzione inferiore rispetto all'anno scorso; le esportazioni di Japonica sono cresciute soprattutto verso i Paesi del Mediterraneo. I risicoltori sembrano aver compreso questa tendenza, visto che c'è un aumento proprio dei risi Japonica, anche se non siamo in grado per ora di capire se questo deriva da un aumento dei consumi o dalle esportazioni».
Questa congiuntura sta producendo anche un altro cambiamento, aprendo il dialogo tra produttori e trasformatori: «Ha sempre più senso ricorrere ai contratti di coltivazione, e come azienda lo stiamo già facendo - conclude Preve -. Ci si arriva a poco a poco, con la politica dei piccoli passi».
Simona Marchetti