E il centrodestra si spacca
ROMA.Romano Prodi tende la mano all'opposizione ma sulla possibile intesa tra i poli la Cdl si spacca. Sulla presidenza di alcune commissioni e su chi dovrà guidare la trattativa, Berlusconi e Fini arrivano allo scontro duro e il vertice che si sarebbe dovuto tenere ieri (annunciato due sere fa dal Cavaliere a Porta a Porta) slitta alla prossima settimana. Se ne parlerà dopo le elezioni amministrative di domenica prossima. Nell'attesa di capire come si concluderà il braccio di ferro nel centrodestra, Romano Prodi lancia un nuovo invito al confronto.
Lo scontro nella Cdl. Gianfranco Fini attacca il governo del Professore e promette una opposizione «intelligente» ma non ci vuole molto a capire che quel che brucia sulla pelle dell'ex vicepremier non riguarda la politica dell'Unione. Il leader di An, al quale la maggioranza vorrebbe offrire la presidenza della commissione Esteri della Camera, è stato bruscamente bloccato da Berlusconi e adesso la partita si gioca su chi deve guidare le trattative con l'Unione. Il Cavaliere, che ha già detto no a qualunque «accordicchio», avrebbe telefonato ieri a Pier Ferdinando Casini per protestare contro il «protagonismo» e la «voglia di potere» di Fini.
Berlusconi avrebbe ricordato a Casini che il diritto ad avere l'ultima parola spetta solo a lui. Casini avrebbe cercato di riportare la calma. Ma il tentativo è caduto nel vuoto. Fini ha telefonato al Cavaliere e gli ha fatto sapere che non avrebbe partecipato al vertice e che al suo posto sarebbe andato il portavoce di An, Andrea Ronchi. A quel punto, il vertice della «discordia» è stato rinviato alla prossima settimana. Berlusconi imporrà lo stop alle trattative? Prodi ha più di un dubbio e nell'aula di Montecitorio lo fa capire chiaramente: «Sono informato del tentativo dei capigruppo della maggioranza di individuare un assetto condiviso delle presidenze delle commissioni parlamentari. Un tentativo di cui mi compiaccio e che spero abbia successo»
Giunte di garanzia all'opposizione.Nel suo intervento alla Camera, il premier conferma la volontà dell'Unione di «aprire» alla Cdl e commenta con favore l'elezione di Donato Bruno(Fi) alla presidenza della Giunta per le elezioni di Montecitorio e quella di Carlo Giovanardi(Udc) alla presidenza della Giunta per le autorizzazioni a procedere: «Mi fa piacere. E' il segno del permanere, almeno in alcuni campi, di una disposizione al dialogo» dice il premier dopo l'elezione di Bruno e Giovanardi con la quasi totalità dei consensi disponibili. Per entrambi hanno votato anche i membri di maggioranza dei due organismi di garanzia. Bruno, presidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio nella passata legislatura, ottiene 27 voti su 30 e non nasconde la sua gioia: «E' stata una cosa che mi ha fatto davvero piacere e fa si che ci sia un impegno di garanzia ancora maggiore». Giovanardi, ex ministro per i Rapporti con il Parlamento, incassa 17 voti su 21.