Il sospetto di falso in bilancio per Sensi e Cragnotti
ROMA.Franco Sensi e Sergio Cragnotti potrebbero dover rispondere di falso in bilancio per non aver iscritto plusvalenze ricavate dalla vendita di giocatori nell'esercizio 2001/2002. I soldi servivano a coprire i debiti dell'anno precendente e cosi i contratti di vendita furono registrati in una data antecedente alla loro stipula. I pubblici ministeri Luca Palamara e Cristina Palaia hanno chiuso l'indagine su Roma e Lazio ipotizzando che in quell'anno i patron non abbiano iscritto a bilancio i guadagni ottenuti dalle cessioni di Nakata al Parma e di Juan Sebastian Veron al Manchester United. L'inchiesta, nata dalla denuncia dell'ex presidente del Bologna Giuseppe Gazzoni Frascara, è in qualche modo la madre di tutte le indagini in corso sul calcio in questo periodo. I magistrati romani, prima di procedere, mandarono pezzi di denuncia a varie procure. Fra questa quella di Torino che procede contro la Juventus e che nei giorni scorsi ha chiesto il rinvio a giudizio dell'ex amministratore delegato della squadra Antonio Giraudo.
Per la verità i fatti contestati nella denuncia di Gazzoni Frascara contro Sensi e Cragnotti riguardano un periodo di tempo più lungo di quello esaminato nel documento di chiuse indagini. Ma sul prima non si è potuto procedere per prescrizione mentre sul dopo, ossia dal 2003 in poi, è intervenuto il cosidetto «decreto spalmadebiti» a salvare le squadre di calcio.
Molti gli episodi contestati alle due società. Per quanto riguarda la Roma l'attenzione dei magistrati si è concentrata molto sulle vicende di Nakata. Acquistato dal Perugia di Gaucci e venduto al Parma, il fuoriclasse giapponese è stato in questi anni una vera trottola, essendo poi stato ceduto al Bologna e alla Fiorentina. I pm Palamara e Palaia ritengono che Franco Sensi abbia omesso di far contabilizzare, nel bilancio contestato, una plusvalenza pari a circa 13 milioni di euro di competenza del bilancio 2001-2002 riportata invece in quello 2000-2001 mentre il contratto di vendita del giocatore ha una data successiva a quella in cui sarebbe stato chiuso il bilancio 2000-2001.
Anche Sergio Cragnotti, ex patron della Lazio, sarebbe stato tradito dalla compravendita di uno straniero, l'argentino Juan Sebastian Veron. In questo caso nel bilancio 2001-2002 non sarebbe stata scritta la plusvalenza di circa 20 milioni di euro riportata invece, come nel caso della cessione del Nakata, nel bilancio precedente quando, come nel caso della cessione di Nakata, la chiusura del contratto di cessione porta una data successiva a quella di chiusura del bilancio.
Altra storia per i bilanci dal 2003 in poi. Il decreto che permetteva alle società di spalmare i debiti in una ventina d'anni, più volte contestato dall'Unione Europea come aiuto di Stato al calcio italiano, non consente ai magistrati di procedere. Per questo, solo relativanemnte a questi anni, è stata chiesta, per Sensi e Cragnotti, l'archiviazione. Il procedimento riguarda anche per due consulenti, rispettivamente della Roma e della Lazio, che erano stati indagati per falsa perizia. (l.v.)