E a Coverciano arrivano i fischi per Buffon


FIRENZE.L'avventura mondiale dell'Italia comincia sotto un sole cocente. Davanti ai cancelli di Coverciano, ci sono un centinaio di tifosi, soprattutto ragazzi che hanno preferito la nazionale ai banchi di scuola. Il clima nel calcio italiano lascia poco spazio all'entusiasmo. Ma non c'è tensione: le uniche contestazioni - cori e fischi isolati - accompagnano l'arrivo degli juventini, Buffon e Camoranesi. Applausi, più o meno scroscianti, per gli altri, soprattutto Luca Toni, l'idolo di casa, e Pippo Inzaghi, festeggiatissimo dai tifosi, che tira giù il finestrino e si ferma a parlare: «La delusione della gente è forte. Ai Mondiali abbiamo una grande occasione di far felici gli italiani».
Il clima in nazionale è buono, lo ripetono tutti. «I ragazzi sono sereni, molto tranquilli e determinati», sottolinea Lippi. E i giocatori fanno quadrato: «La nostra forza è che siamo davvero un bel gruppo - spiega Toni - e la maggior parte del merito è del ct, che ha saputo dare alla nazionale una mentalità da squadra. Perché metterlo in discussione?». Daniele De Rossi non ha mai pensato che Lippi potesse dimettersi: «Cambiare sarebbe stato dannoso. E mi fa piacere sapere che il commissario della Figc è dalla sua parte. Raccomandazioni? Credo che in azzurro c'è chi lo merita».
Tutti uniti, insomma. Anche nelle critiche a Franz Beckenbauer. Il presidente del comitato organizzatore dei Mondiali ha avvisato l'Italia: in Germania risentirà dell'effetto Calciopoli. C'è il timore di un clima avverso? La risposta è secca: Federcalcio e Coni assicurano alla nazionale «il massimo di protezione». «Nel calcio - sottolinea Guido Rossi - la concorrenza spietata può fare brutti scherzi. C'è sempre qualcuno che cerca di metterti a disagio, come ha fatto Beckenbauer, dicendo cose che mai mi sarei aspettato da una persona seria come lui. Ha sbagliato, soprattutto tenendo conto della posizione che ricopre. A parti invertite, nessuno in Italia avrebbe detto le stesse cose». Anche Lippi si risente: «L'Italia non crollerà, statene certi. Anzi, farà delle grandi prestazioni, perché è un gruppo in grado di trasformare tutto quello che gli sta succedendo intorno in qualcosa di positivo».
Tutto a posto, quindi? Forse no. Il fronte favorevole al passo indietro resta ampio. E il mondo politico si divide. Ciocchetti (Udc) lo difende, Gasparri (An) lo invita a lasciare. Le critiche non si placano neanche dopo il primo giorno di raduno. Radio 24 lancia una campagna, con lo slogan: «Lippi pensaci! Non per garantismo ma per trasparenza, resta a casa».
«Striscia la notizia», intanto, ieri sera l'ha raggiunto a Viareggio per consegnargli il Tapiro d'oro. «Scandalo? Quale scandalo? Ci sono delle cose riguardo questo argomento che sono molto, molto gravi, altre che sono state messe insieme e non sono vere e meno gravi», ha risposto Lippi. «Hai voglia ad andare a suonare i campanelli e dire che non ho la procura con la Gea, che mio figlio non è il mio procuratore; hai voglia ad andarlo a dire a tutti, non ci crede nessuno ma questa è la verità». Poi anche uno scatto d'ira, con un 'fatevi i c... vostri" che la dice lunga sullo stato d'animo del mister. (s.a.)

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