Studenti del Cairoli in Inghilterra, bilancio positivo
PAVIA. È ora di tirare le somme del progetto pilota condotto dall'Istituto Cairoli in collaborazione con le agenzie Tels Viaggi (Pavia) e English Naturally (Winchester). E realizzatosi grazie al fondamentale patrocinio dei Lions: club pavese dei Longobardi, Ultrapadanum Ticinum e Leo. Work Experience in Great Britain, «uno sguardo in inglese sul mondo del lavoro» è «un esempio ben riuscito di sinergia tra scuola pubblica, agenzie private locali e estere e associazioni sul territorio, basata sui rapporti tra persone, per una maggiore personalizzazione dei progetti», ha spiegato il professor Vincenzo Bonini.
Bonini è uno dei principali coordinatori del progetto. Quest'anno quattro classi quarte del liceo linguistico Cairoli hanno trascorso una settimana a Winchester, ridente cittadina nel Hampshire. Ma non si tratta dei soliti scambi culturali. Per una settimana i ragazzi, inseriti in una famiglia locale hanno portato avanti corsi intensivi di lingua al mattino, per dedicarsi poi al pomeriggio a una full immersion nella realtà lavorativa della cittadina inglese. Work Experience ha coinvolto 83 studenti del Cairoli (scuola polo e osservatore permanente) e altre quattro scuole della zona: Cardano di Pavia, Maserati e Galilei di Voghera, Istituto Maffeo Vegio di Lodi. Lo scopo è avvicinare gli studenti a realtà professionali straniere. I ragazzi hanno lavorato, affiancati da tutor aziendali nei settori del turismo, comunicazione (alcuni hanno affiancato i reporter di una radio locale, realizzando essi stessi un servizio), ristorazione, volontariato, design, educazione, lingua e cultura straniera, marketing. Wendy Lane, la referente di English Naturally, l'agenzia che si è preoccupata di selezionare e trovare aziende e esercizi che potessero ospitare i nostri stagisti, ha sottolineato come «l'esperienza è stata fondamentale per i ragazzi italiani che diversamente dai loro coetanei inglesi non sono abituati a fare piccoli lavori già in età scolare». Come se la sono cavata? «Le aziende sono entusiaste, dopo il timore iniziale: gli studenti italiani sono molto più educati di quelli inglesi», ha detto Wendy Lane. Vincenzo Bovini crede molto nel valore formativo del programma, che non si limita a un breve soggiorno all'estero ma prevede una preparazione prima e una valutazione successiva il viaggio: «in Italia abbiamo steso insieme il curriculum vitae e una lettera di presentazione perché i ragazzi potessero essere collocati nelle varie realtà secondo inclinazioni e competenze, dall'ospedale locale agli enti amministrativi, fino alla radio e all'azienda che riparava gli ascensori. Con un test di lingua li abbiamo divisi perchè i corsi fossero adeguati ai livelli di preparazione diversi». Importantissimo il contributo dei Lions, che, come ha sottolineato Giancarlo Arbasini, presente a questo incontro in rappresentanza del Lions Pavese dei Longobardi «segna un'importante novità nel service: si tratta di finanziare progetti scelti da un istituto come meritevoli di valorizzazione».
Anna Ghezzi