«Aule in più o la Plana chiude per protesta»


VOGHERA. Fine d'anno caldissimo alla media «Plana». Giovedi prossimo se la giunta comunale non tornerà sui suoi passi ridestinando la struttura di via Moro alla Plana (ora in coabitazione con la «Pascoli») tutto l'istituto, preside in testa, scenderà in sciopero. La scuola alza la voce, lamenta che l'intera attività didattica andrà al collasso. Sindacati, docenti e genitori si muovono compatti.
Il 9 maggio scorso i sindacati avevano indetto la mobilitazione contestando al Comune le conseguenze, a loro giudizi gravi, legate al cambio di rotta sugli spazi per le scuole. In data 29 novembre 2005 alla «Plana» erano stati, infatti, assegnati i locali di via Aldo Moro, decisione poi modificata dalla giunta aprendo alla coabitazione con la «Pascoli». I sindacati con lo sciopero chiedono «la rimozione di tutti gli ostacoli determinati dalla mancanza di aule, laboratori e spazi all'interno della Plana che costringono i lavoratori ad operare in condizioni di estremo disagio». Clima incandescente. Il 16 maggio in prefettura si svolge un vertice per cercare di ricomporre la questione presenti, oltre al capo di gabinetto, l'assessore Paolo Beccaria; Graziella Zelaschi, presidente della commissione consiliare scuola; Domenico Marrapodi, dirigente del Comune di Voghera; Francesco Rubiconto, dirigente della «Plana»; i professori Flavio Berghella, Maura Ghezzi e Claudio Gazzaniga in rappresentanza della Rsu e il presidente del Consiglio d'istituto Maurizio Frattini. Durante il vertice, come attesta il verbale, l'assessore Beccaria si impegna a riportare l'edificio di via Aldo Moro sotto la giurisdizione della «Plana». Nuova delibera che dovrebbe essere adottata martedi prossimo. Il preside Rubiconto però non ci giura: in una secca e graffiante lettera ai genitori fa sapere perchè si farà sciopero e perchè anche lui parteciperà. Sciopero che potrebbe essere scongiurato solo da una nuova retromarcia di giunta in grado di ridare alla «Plana» i locali di via Aldo Moro. «Il Consiglio d' Istituto - scrive Rubiconto nella missiva - in varie deliberazioni ha evidenziato una situazione di forte disagio vissuta dagli alunni, dal personale, dai docenti e dal dirigente scolastico in relazione alla mancanza di spazi necessari allo svolgimento regolare delle attività didattiche». I sindacati nel loro documento insistono: «Il numero delle classi richieste per il prossimo anno scolastico è tale da non consentire il diritto di frequenza di tutti gli alunni». Il braccio di ferro tra Plana e Comune sta arrivando alla stretta finale. Se la giunta non accoglierà le richieste si andrà ad uno sciopero che non ha precedenti in provincia. Uno strappo doloroso.
(ha collaborato Emanuele Bottiroli)

Fabrizio Guerrini