"Laziogate" il gip dice no a 4 arresti
ROMA.Una vera e propria associazione tesa ad inquinare il voto amministrativo del 4 e 5 aprile dello scorso anno per il rinnovo del consiglio regionale del Lazio. E' dietro questa ipotesi di lavoro che è maturata la richiesta della procura di Roma di emissione di quattro misure cautelari in carcere per altrettanti indagati nel cosiddetto 'Laziogate" che il gip Galileo D'Agostino ha ritenuto di non accogliere giudicando insufficienti le argomentazioni proposte. Tra i destinatari delle misure cautelari, respinte dal giudice per le indagini preliminari, c'è anche Nicolò Accame, ex portavoce di Storace e poi al ministero della Salute dove attualmente è funzionario.