La Coop insiste: «Servono 450 metri per l'alimentare»

VIGEVANO.«Ho letto il comunicato e c'è stupore da parte di Coop per una presa di posizione che non ci appare coerente con la decisione di sospendere l'ordinanza: la giunta ha deciso di valutare le sopravvenute situazioni emerse. Ma se poi il sindaco afferma che le sopravvenute situazioni non sono riferibili ai metri, allora a cosa sono riferite?». Daniele Ferrè, dirigente di Coop Lombardia, commenta cosi il comunicato in cui il sindaco afferma che non è aperta con Coop una trattativa sulle metrature del supermercato di corso Di Vittorio: 250 metri di alimentare, prendere o lasciare. «Nella riunione di giovedi - sostiene Ferrè - tutti hanno segnalato la necessità di avere un supermercato di quartiere, non bastano i 250 metri quadri. Inoltre, a prescindere dalla vicenda del Tar, l'immobile di corso Di Vittorio, in conformità col Piano regolatore, ha ancora la possibilità di ospitare una media struttura, anche alimentare, superiore ai 250 metri: non è contro la legge riconoscere tale possibilità». Ma c'è la convenzione per cui il supermercato doveva chiudere dopo l'apertura di IperCoop. «La convenzione era precedente al nuovo Prg - spiega Ferrè - Con questo voglio solo dire che se chiediamo una media struttura di 450 metri di alimentare, non stiamo chiedendo niente di illegale. Riconoscere il diritto urbanistico dell'immobile a quell'uso commerciale non è una scorrettezza nei confronti degli altri commercianti. Noi crediamo che ci sia un equivoco e che il sindaco voglia farci proposte che cerchino di salvare quanto richiesto dagli oltre 2mila firmatari». Quindi, cosa si aspetta Coop? «Che il Comune ci convochi per approfondire i motivi sopravvenuti: i firmatari chiedono un servizio da supermercato di quartiere, circa 450 metri di alimentare con qualcos'altro di non alimentare». Per domani, alle 18, il comitato clienti e consumatori ha organizzato un incontro sul piazzale della Coop. (d.a.)