De Andrè suonato alla pavese
PAVIA.Il repertorio di Fabrizio De Andrè si può suonare in genovese, in sardo e ora si scopre che può adattarsi anche al pavese se a presentarlo è un gruppo di musicisti pieni di ironia come la «Spoon river band». Certo, bisogna accettare che un brano come «Zirichiltaggia» diventi country ed invece di essere ambientato in Barbagia tra due fratelli in lite per l'eredità, si svolga in Borgo tra coniugi pronti a rinfacciarsi di tutto, compreso il non saper fare neppure la 'o" senza il bicchiere. Ma Faber alla pavese trasformato in «Barlafüs» per quanto divertente, non è la prova migliore del disco «Facce da Mandillà» che il gruppo presenterà stasera in Santa Maria Gualtieri alle ore 21. Insieme ad Andreina 'Dindi" Antelli, Daniele 'Miro" Maffoni, Vittorio 'il maestro" Perotti, Giuseppe 'bella fisa" Ridella, Luigi 'maestro di vita" Zaini e 'Padre" Livio Cantoni (soprannome acquistito per via della tendenza a fare sermoni invece di presentazioni dei pezzi) questa sera ci sarà anche Mario Melazzini, medico della Maugeri nonchè presidente dell'Aisla perchè proprio all'associazione che sostiene i malati di sclerosi laterale amiotrofica andranno i proventi dell'album, cosi come l'incasso del concerto che sabato proprorrà live il disco al teatro dei Salesiani (biglietti 5 euro). Un concerto che festeggia anche i sei anni esatti di palco della band.
Tra i 13 brani del cd (in vendita solo su richiesta al 335.7360022, cosi come i biglietti del concerto di sabato) meritano di essere ascoltate la ballata del Michè e quella dell'amore cieco, cosi come un giocoso «Girotondo», una frizzante «Franziska» nonchè una singolare versione de «Le acciughe fanno il pallone». Brani infarciti di citazioni musicali: dalla canzone popolare a brani di musica classica (si va da The house of the rising sun all'Inno alla gioia di Beethoven, fino ai tanghi di Piazzolla). Del resto cinque/settimi del gruppo provengono dalla banda di Belgioioso abitata a spaziare tra i generi musicali. E, proprio in versione banda, è il brano che chiude il disco: un medley delle canzoni più conosciute di De Andrè (Bocca di rosa, Marinella, Il pescatore, Volta la carta e una citazione presa da «Tutti morimmo a stento»).