Galanzino e il suo «milione di passi» Un'impresa nel nome di Marco Polo
TORTONA.L'imprenditore tortonese Francesco Galanzino, 45 anni, sposato con Simona e padre di due bambini (Giacomo e Giulio), noto appassionato di sport estremi, vuole essere il primo uomo al mondo a compiere, in soli otto mesi, tutte le gare che compongono la «4 deserti», cioè concatenando in meno di un anno le quattro competizioni di corsa a piedi e in totale autosufficienza nei luoghi più estremi e diversi della terra: Gobi (Cina), Atacama (Cile), Sahara (Egitto) e Antartide (Polo Sud). Ha battezzato il suo tentativo «Un milione di passi».
«Sono fiducioso di portare a termine l'impresa - dice Galanzino - Mi sono preparato bene e credo di farcela». La prima delle 4 terribili prove prenderà il via il 28 maggio con la «Gobi March» (250 chilometri nel deserto del nord ovest della Cina), dove fortissime raffiche di vento mettono a dura prova i concorrenti, poi seguiranno gli appuntamenti in Cile e nel Sahara, per concludersi il 17 dicembre con la tappa finale «The last desert», in Antartide. «Il Milione di passi» è anche la dimensione di questa impresa sportiva al limite delle possibilità umane: «Mille chilometri, tanti se ne percorrono nelle quattro competizioni, ciascuna di 250 chilometri - spiega ancora Galanzino - sono proprio un milione di passi, da fare in ambienti estremamente difficili per il terreno e le condizioni climatiche». Come testimonial di Greenpeace, lancerà anche un messaggio di allarme sui rischi che il pianeta sta correndo. Nel quadro della campagna di Greenpeace denominata «Energia e clima», la partecipazione dell'imprenditore-atleta intende porre l'attenzione, nel corso della «4 deserti», sulla necessità di ridurre in maniera significativa le emissioni di gas a effetto serra e dar vita a una vera e propria rivoluzione energetica basata largamente sullo sviluppo delle fonti rinnovabili e un forte miglioramento dell'efficienza negli usi finali dell'energia. Si farà portavoce della campagna con slogan come «Salviamo il clima», «Più efficienza, meno emissioni» e ancora «Difendi il pianeta o il pianeta si difenderà da solo». Nelle quattro competizioni a cui partecipano atleti di tutto il mondo, i runner corrono in completa autosufficienza: «L'organizzazione mette a disposizione soltanto le tende, molto spartane, dove dormire la notte e l'acqua che viene fornita ogni 12 chilometri - spiega il tortonese - Per il resto tutto deve stare nello zaino che per ovvie ragioni deve pesare il meno possibile». Il suo non raggiunge i dieci chili e contiene l'equipaggiamento completo, viveri compresi.
Angelo Bottiroli