Senza stipendio da 2 mesi

VALENZA. Da oltre due mesi sono senza stipendio, e come se non bastasse, hanno già il destino segnato perché sanno che fra due, tre anni al massimo, rimarranno senza lavoro. Sono 15 dipendenti dell'azienda orafa «Carlo Illario e Fratelli», una delle più importati del settore, gestita dall'ex dirigente dell'Associazione Orafa Valenzana, Carlo Illario.
Dal 20 febbraio scorso si trovano in cassa integrazione straordinaria, ma non hanno visto ancora il becco di un quattrino, se si eccettua 250 euro come anticipo della quattordicesima dello scorso anno.
L'azienda orafa, che fino a qualche tempo fa contava 20 dipendenti, si trova in crisi e nello scorso mese di febbraio ha avviato una procedura di cassa integrazione straordinaria per cessazione dell'attività produttiva.
In pratica l'azienda ha rinunciato al settore produttivo per mantenere solo quello commerciale: a quanto pare non produrrà più oro in proprio, ma si dedicherà solo alla vendita. La Fiom Cgil, dopo un incontro con l'azienda, aveva preso atto della situazione, sottoscrivendo il ricorso alla cassa integrazione straordinaria, ma ad oltre due mesi di distanza, la situazione è in stallo: «Dal momento in cui si decide il ricorso alla cassa integrazione, a quando i lavoratori percepiscono i soldi - dice Mirko Oliaro - passano circa sei mesi. Un periodo in cui se nessuno interviene i lavoratori rimangono senza un soldo. Purtroppo l'azienda non ha voluto anticipare nulla e cosi abbiamo deciso di fare ricorso ad un recente accordo siglato dalla Provincia di Alessandria per ottenere l'anticipo della cassa integrazione, ma non è stato possibile nemmeno questo perché l'azienda non ha presentato i documenti richiesti e cosi i lavoratori non percepiscono ancora nulla».
Si può ottenere l'anticipo solo con la presentazione del bilancio dell'azienda che avrebbe dovuto essere approvato il 30 aprile scorso. I fondi da parte della Provincia e dell'istituto di credito convenzionato sono già pronti, ma non possono essere dati ai lavoratori se l'azienda non presenta il bilancio. «Abbiamo aspettato molto tempo - conclude Oliaro - e abbiamo sentito solo promesse, mai mantenute, addirittura con continue voci, discordanti, tra commercialisti, azienda e Unione Industriale. Un atteggiamento che ignora la difficile situazione cui sono costretti i lavoratori».
La Fiom, per tutte queste ragioni, chiede il rispetto dei dipendenti dell'azienda che già devono patire una situazione precaria.
Del resto la situazione nel comparto orafo a Valenza da qualche tempo non è particolarmente brillante.