E Pellizotti non sbaglia


PESCHICI. Il truciolone biondo stavolta non sbaglia. Vince la tappa e si issa in classifica al quarto posto, dietro a Cunego, davanti a un sacco di gente importante. Il truciolone non è uno sbarbatello: Franco Pellizotti, è nato a Bibione 28 anni fa, è sposato con Claudia, è padre di famiglia. E' nato al mare, ma quando vede la rampa reagisce come punto da una tarantola. A Peschici (mare, ma sopra una montagnola), in rampa, si prende il lusso di rovinare il sogno al figlio di Merckx.
Gli altri pretendenti beffati il suo stesso capitano Di Luca e poi Rebellin e Bettini. Cosi è finita con una doppia corsa. Quella vinta in rampa breve da Franco Pellizotti, secondo capitano della Liquigas, e quella degli uomini di classifica, che hanno benedetto la fuga: a vincere è ancora la paura delle Alpi e delle Dolomiti future, fa caldo, nessuno si vuol bruciare. Alla classifica ci pensa già Pellizotti, che per essere il «secondo» di Di Luca va dannatamente forte in salita e, con i 3'40" recuperati su tutti gli altri, ora è quarto in classifica, ben davanti a Danilo. La cronaca dice che dopo il via vanno subito in fuga 12 che diventano 15, poi 21. Dentro ci sono, per quel che ci riguarda, Pellizotti (che per un po' è pure maglia rosa), Pinotti, Lombardi, Vanotti e Cioni, ma anche molti stranieri «abbonati alla fuga», compreso Axel Merckx, figlio del Cannibale. A metà percorso (187 i chilometri totali) il plotoncino ha più di 5' di vantaggio. Cala un po', giusto per tranquillizzare Basso e Cunego, in vista del Gpm di Monte Sant'Angelo. Poi l'epilogo già descritto. «Oggi stavo davvero bene - dice nel dopo-gara Pellizzotti - e l'accordo era che se si arrivava in gruppo, si lavorava per far vincere Di Luca. Se invece partiva la fuga, dovevo entrarci e tentare di vincere. La fuga dei primi 16 mi ha colto impreparato, cosi con Wegelius, mio compagno, siamo partiti e li abbiamo raggiunti. Quando abbiamo visto Merckx, che era visibilmente in difficoltà, sono partito forte: avevo ancora tante energie e ce l'ho fatta. Sono davanti a Di Luca in classifica? Si, ma questa vittoria non l'ho fatta per la classifica, il capitano è lui, non ci provate...». Mastica amarissimo Bettini: «Abbiamo sbagliato noi della Quickstep a non dare una mano alla Lampre nell'inseguimento? Non posso rimproverare nulla ai ragazzi, hanno fatto più di quello che potevano. Certo, era una tappa per me. La maglia ciclamino? Oggi a un certo punto non ci ho più pensato. Mi sono messo al fianco di Garate e siamo venuti su».
Ivan Basso è ancora in maglia rosa. E potrebbe esserlo ancor più domani sera: «Nella cronometro, se va come vorrei, potrei anche prendermi quattro minuti di vantaggio. E' una crono lunga e io ho lavorato per farla bene. Oggi? A noi la fuga stava bene, teneva coperta la corsa. Nel finale la Lampre si è presa l'incarico di controllare, in modo che i distacchi non ribaltassero la classifica. A Pellizotti faccio i miei complimenti, ma non penso a lui come a un avversario per la classifica: l'ho detto tante volte, io faccio la mia di corsa». Danilo Di Luca guarda già a Pontedera: «E' una crono di 50 chilometri, lunga. Io mi sono preparato molto bene per le crono durante l'inverno e voglio limitare al massimo i distacchi». Savoldelli sta ancora combattendo con l'allergia. Eppure è uno dei favoriti per la crono: «Spero che con le nuove medicine, nel giro di qualche ora ci sia una svolta. La crono? E' lunga, da Tour, da specialisti. Se sto bene, provo a prendermi un po' di vantaggio». Oggi niente corsa. Domani la crono a Pontedera.

dall'inviatio Antonio Frigo