Incrocio pericoloso: duemila firme
MARCIGNAGO. Incrocio pericoloso 'Tre Ponti", la petizione arriva a quota 2016. Praticamente raddoppiata rispetto a qualche mese fa. Sulla richiesta di una parte consistente di cittadini, la risposta della Regione è stata lapidaria: tocca a Comune (di Pavia) e Provincia chiedere i finanziamenti. Ancora più eloquente quella dei due enti in questione: silenzio assoluto. Nonostante le sollecitazioni dei firmatari. Che ora promettono inziative più incisive per costringere le istituzioni a fare qualcosa per mettere in sicurezza il tratto di strada sul quale ultimamente hanno già perso la vita troppe persone.
«Facendo seguito alle note precedenti - si legge nella lettera inviata a fine marzo degli abitanti - trasmettiamo i 24 fogli contenenti le firme raccolte a supporto della richiesta di adottare provvedimenti per gli interventi nella località 'Tre Ponti". A nome dei sottoscrittori, in tutto 2016, e a fronte dell'alto numero di incidenti che si sono verificati anche negli ultimi tempi, chiediamo che vengano adottati tempestivi provvedimenti per la creazione di una rotatoria, oltre ad un adeguato ampliamento della sede stradale e per la protezione dei fossi». La missiva è stata inviata al Comune di Pavia, alla Provincia, all'Anas e alla Regione. Qualche tempo dopo la direzione generale delle Infrastrutture e mobilità del Pirellone ha risposto con due righe: «Facciamo presente in merito al problema esposto che abbiamo a suo tempo indicato alla Provincia e al Comune di Pavia (proprietario della strada) le possibilità di accedere al bando per l'iniziativa Frisl (Fondo per la ricostruzione delle infrastrutture sociali lombarde) 2006/2008 'Sicurezza stradale" che è stato pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione stessa lo scorso 10 marzo e che prevede, fra l'altro, la messa in sicurezza di incroci pericolosi». «In pratica se ne sono lavati le mani - commentano ora alcuni fra i promotori della petizione - mentre Comune e Provincia, addirittura, non ci hanno nemmeno risposto. Per noi questo equivale al menefreghismo totale. Come altro definire il fatto di ignorare completamente oltre duemila firme?». A scendere sul piede di guerra non sono solo gli abitanti di Marcignago, ma anche quelli di tutti i paesi limitrofi. «Tutta la popolazione è unita in questa battaglia: vecchi, giovani, nuovi residenti, artigiani, operai, simpatizzanti di centro destra e di centro sinistra», avevano detto i promotori della petizione il mese scorso. Ormai, da anni, lo chiamano «l'incrocio maledetto». I residenti da tempo denunciano l'anacronismo di un punto viabilistico praticamente uguale dal dopoguerra, «quando ancora si passava di li in bicicletta e basta». A complicare la situazione, nel corso degli anni, anche la nascita di una discarica e della zona industriale che hanno ulteriormente incrementato il via-vai di mezzi anche pesanti in movimento. Neppure la richiesta dell'installazione di un semaforo 'vero", cioè con tutti e tre i colori e funzionante 24 ore su 24, è stata mai accolta. Gli unici interventi come il rinforzo del guard-rail, il posizionamento di catarifrangenti o il semaforo sempre lampeggiante, si sono rivelati del tutto inutili ai fini della sicurezza stradale. E intanto la gente continua a morire. «Adesso siamo davvero stufi - concludono gli abitanti -. Se nessuno si muove, organizzeremo forme di protesta ancora più forti».