Il ritorno di Gramegna «Punteremo sui servizi»
ZENEVREDO.Pietro Gramegna si ricandida a sindaco per il comune di Zenevredo, dove risiede, nella lista (l'unica presentata) «Concentrazione Democratica», dopo essere stato sindaco di Zenevredo per tre legislature dal 1987 al 2001.
Perché questa candidatura? La scelta è stata dettata dalla volontà di Antonio Pizzi, sindaco uscente, di non ricandidarsi.
«E' stata una decisione di gruppo che ho accolto inizialmente con qualche riserva, ormai ho accettato e porterò avanti il mio impegno fino alla fine e lo farò con lo spirito di sempre. Quando si fanno delle scelte bisogna portarle avanti nel migliore dei modi». Una veste di continuità con la legislatura precedente, dunque? «Si, certamente, come avviene del resto dal 1987. Una certa innovazione all'interno c'è, molti elementi nuovi entrano: giovani, gente che vuole mettersi in gioco, residenti. Dalla prima legislatura ad oggi, nella lista i membri sono quasi totalmente cambiati. Inoltre cambiano i problemi che devono essere affrontati, ma è normale». Quali sono i programmi della lista? «Il nostro programma è ragionato sulla realtà che tiene conto delle cose che oggettivamente si possono fare senza dare al cittadino specchietti per le allodole che poi sarebbero irrealizzabili. Sicuramente ci sono opere che erano già in programma prima, che hanno ancora la priorità: si tratta delle opere che riguardano l'ambiente: la fognatura e la raccolta differenziata».
Come saranno realizzati? «Effettueremo collegamenti dalle stazioni di sollevamento sui due punti vitali (Poalone e Fontanelle) che raccolgono circa il 90 per cento delle fognature comunali. Con queste andiamo da una parte al depuratore di Stradella, dall'altra a quello di Arena. Queste sono opere che non interessano solo il Comune, ma tutta la vallata. La prima sarà realizzata a breve termine, per la seconda aspetteremo finanziamenti pubblici. Poi la raccolta differenziata, che ora è a un buon livello, ma è da implementare nelle strutture. Si andrà a prestare attenzione ai servizi sul sociale per i portatori di handicap, i minori e le persone comunque disagiate». (m.p.)