Pavia, un rinvio che non fa male
PAVIA. Il rispetto delle regole vale pure una settimana di ritardo. Il general manager degli azzurri Armando Calisti di certo avrebbe fatto a meno di questo posticipo di una settimana di Pavia-Monza, che è stato ufficializzato ieri, ma nel complesso non pare più di tanto infastidito dallo spostamento a domenica 28 maggio della gara d'andata dei play off. In via Alzaia infatti pensano che se sono stati commessi degli illeciti sportivi è giusto che vengano accertati e pazienza se bisognerà aspettare una settimana per i play off. A preoccupare Calisti più che altro è il fatto che non sia ancora arrivata una risposta alla richiesta avanzata al Comune mesi fa di ammortizzare le spese di gestione che il club deve sostenere ogni stagione.
Armando Calisti, Pavia-Monza è slittata di una settimana: cosa ne pensa?
«Giusto. Il Genoa non sa ancora contro chi e in quale stadio giocherà domenica. Non è pensabile che si possa organizzare una gara di play off in tre giorni. E visto che viene rinviata la loro partita per rispetto della contemporaneità salta anche la nostra»
Vi creerà dei disagi?
«No. Ne avremmo fatto a meno ma ci adeguiamo. D'altra parte le società hanno tempo sino a fine febbraio per regolare la loro posizione, dopo di che partono le indagini. E' normale che si sia arrivati a questo punto. Noi ci siamo sempre battuti per il rispetto delle regole, anche se questo comporta qualche piccolo sacrificio».
Pensa che il Pavia sia penalizzato, visto che aveva finito bene il campionato?
«No. I play off sono una cosa a sè. Peraltro anche noi avremo più tempo per lavorare e prepararci al meglio».
In caso di approdo in finale però si chiude il 18 giugno...
«Una settimana avanti o indietro non fa grossa differenza. Resta comunque tempo a sufficienza per programmare la stagione successiva».
A proposito di finale, in caso di sfida con il Genoa il match casalingo si giocherà al Fortunati?
«Non saprei. A differenza del campionato, le gare di play off le organizza la Lega. Noi nel caso vorremmo disputare la partita qui ma se le disposizioni fossero differenti non potremmo farci nulla».
I vertici del calcio sono nel caos. Le società pulite come il Pavia potrebbero beneficiarne nella prossima stagione?
«E' interesse dei club che rispettano le regole che il sistema, che ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità, si dia una regolata. A noi interessa solo che venga ristabilita la moralità. Se poi la linea di condotta che abbiamo tenuto in questi anni dovesse essere premiata, come avvenuto nel 2004 con il ripescaggio in serie C1, non potremmo che esserne felici».
E' scongiurata l'ipotesi che il Pavia partecipi al prossimo campionato senza i Calisti al timone?
«No. Tempo fa abbiamo evidenziato difficoltà di gestione e avanzato proposte alle istituzioni ma nessuno finora ci ha risposto. Se non accade nulla entro il 30 giugno, quando finisce la stagione, ci regoleremo di conseguenza».
Michele Lanati