Proroga di 30 giorni alla Coop: tensione in giunta

VIGEVANO. Forti malumori in giunta, dopo la decisione presa dal sindaco Ambrogio Cotta Ramusino, di posticipare di 30 giorni il termine di scadenza dell'ordinanza che prevede la chiusura del supermercato Coop di corso Di Vittorio. La contrarietà alla proroga da parte dell'assessore comunale al commercio, Antonio Prati, non è bastata a convicere il sindaco a lasciare invariate le scadenze stabilite, secondo cui il supermarket avrebbe dovuto chiudere i battenti ieri. Il sindaco è stato coinvolto direttamente dagli abitanti del quartiere e dai soci Coop, con una petizione di oltre 2mila firme. Prati, venerdi, non ha voluto rilasciare commenti. Ieri ha ribadito: «Non commento, sono in silenzio stampa». Anticipa solo che parlerà nei prossimi giorni.
Negli ambienti politici cittadini c'è chi assicura che l'assessore di Alleanza nazionale non ha preso affatto bene la decisione della proroga. E, il fatto che Prati insista nel non voler rilasciare dichiarazioni sulla scelta di venerdi, sembra confermarlo. E' la prima volta che Prati si autoimpone il «silenzio stampa», da quando è assessore. E non viene escluso che Prati possa rimettere, nei prossimi giorni, la delega al commercio nelle mani del sindaco. L'assessore, con molta determinazione e intransigenza, si è impegnato in questi mesi per il rispetto della convenzione (che prevedeva la chiusura del supermercato Coop dopo l'apertura dell'IperCoop) facendone anche una questione di credibilità e di immagine sua e del Comune verso gli altri esercenti cittadini. Tanto più dopo la sentenza del Tar che dava ragione al Comune.
Il fatto che la scelta del sindaco, condivisa da una buona parte della giunta comunale, sia andata, almeno provvisoriamente, verso un'altra direzione, potrebbe essere letta da Prati come una sconfessione del suo operato nella battaglia legale che ha contrapposto Comune e Coop Lombardia per circa un anno.
La riunione di giunta straordinaria dell'altra mattina è durata quasi tre ore, dalle 12.15 alle 15: presenti tutti gli assessori che, alla fine, dopo un'articolata discussione, hanno lasciato che fosse il sindaco a decidere. Del resto, al sindaco era rivolta la petizione di oltre 2mila firme, che chiedeva di non chiudere la Coop. Determinante, nella scelta del primo cittadino, il risvolto sociale della chiusura del market in un quartiere popolare abitato soprattutto da persone anziane con difficoltà a spostarsi troppo da casa per andare a far la spesa. «Il dibattito in giunta - spiega il sindaco - è durato oltre due ore perché c'erano posizioni, sfumature diverse e considerazioni da valutare. La situazione non è semplice. Alla fine non si è votato, ma ho deciso io perché io sono stato direttamente coinvolto dai cittadini: la risposta è alla petizione». Potranno esserci conseguenze nel rapporto con l'assessore Prati? «Mi auguro di no - spiega il sindaco - e l'ipotesi della remissione della delega al commercio da parte dell'assessore non mi è stata neanche prospettata».