E il giovane ivoriano farà lo sciuscià

PAVIA. Koffi Bejamin N'Guessan viene dalla Costa D'Avorio. E riporta in vita un lavoro in Italia dimenticato: il lustrascarpe. Il Servizio Mobilità del Comune gli ha infatti accordato la licenza di occupazione di suolo pubblico per un anno. Vuol dire che per un anno lo si potrà incontrare per le strade della città, con sedia, cassettina, spazzole e vernici per lucidare le scarpe ai pavesi. Un lavoro atipico e comunque estinto. A Pavia la figura dello sciuscià è sbiadita e lontana nel tempo.
«Bisogna risalire al primo dopoguerra per trovare, forse, qualche lustrascarpe a Pavia - riflette Mino Milani, scrittore e storico -. Ma credo siano durati davvero per un periodo limitato E' possibile che fossero localizzati in via XX Settembre, dove fino agli anni Sessanta bazzicavano molto accattoni, o in piazza Grande che all'epoca ospitava il mercato».
I ricordi sono sbiaditi. «A quel tempo ricordo piuttosto altre figure avventizie che chiedevano soldi esibendo animali esotici o inaspettati: pappagallini, marmotte. In piazza Petrarca ho visto perfino un orso» racconta ancora Mino Milani.
E insieme a loro si sono estinti anche i lustrascarpe. Una cassetta con uno sportellino, per mettervi spazzole, cerotti e vernici, una sedia alta per il cliente e una bassa per il lustrascarpe che si sistemava in un angolo di una via o di una piazza, comunque in un luogo di passaggio, e aspettava leggendo il giornale. Quando arrivava il cliente gli porgeva il giornale e passava al 'trattamento". A operazione finita il cliente gli riconsegnava il giornale e pagava.
E lo sciuscià (contrazione dell'inglese shoe shine) è ben raccontato da Vittorio De Sica nel film omonimo, premiato nel 1947 con un Oscar. Ma senza andare troppo indietro nel tempo ha vissuto nelle strade di Barcellona e nelle pagine di un grande scrittore, Manuel Vasquez Montalban, che ne ha fatto il confidente-informatore del detective Pepe Carvalho. Ma ancora oggi nelle piazze di Istambul o di Città del Messico si possono trovare lustrascarpe professionisti in attesa di turisti e clienti.
Questa volta a ripescare un mestiere desueto e a riproporlo è uno straniero, un giovane della Costa d'Avorio che con piglio imprenditoriale ha deciso di mettersi sul mercato. Di certo non avrà concorrenza ma sarà una bella sfida anche trovare clienti. Non è comunque il primo straniero a ' mettersi in proprio" con attività curiose o poco praticate. Tra i soggetti che aprono una partita Iva, anche a Pavia e in provincia, la maggioranza ha una nazionalità d'origine diversa da quella italiana. (m.g.p.)